Pisacane alla Gazzetta: "Ho studiato la Gen Z, voglio conoscere il loro universo. Ho seguito anche corsi di inglese, spagnolo e francese"
Fabio Pisacane, nel corso di una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, ha ripercorso le tappe del proprio cammino da allenatore, soffermandosi sulla formazione, sul metodo di lavoro e sull'evoluzione del suo approccio al calcio, tra studio, curiosità e attenzione alle nuove generazioni. Di seguito un estratto delle sue parole.
Quando ha pensato di allenare?
"Ho iniziato a seguire il corso per il patentino Uefa B mentre giocavo, tre o quattro anni prima di smettere. È una vocazione, non ci si improvvisa: deve partire dal profondo".
Come si descriverebbe?
"Non integralista, maniacale per la quantità di partite che vedo, di tutti i livelli. La scuola italiana è la migliore al mondo".
È rimasto curioso?
"Ho fatto un corso sulla generazione Z, quelli nati dal 1995 ai primi anni del 2010. Voglio conoscere il loro universo perché voglio sapere quali tasti toccare. Vivono di applausi e di pochi rimproveri. La nostra generazione era quella del “quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare”, la generazione Z dice: “quando il gioco si fa duro, non dovresti essere qua".
Ha seguito anche altri corsi?
"Sono stato a Salisburgo, alla Red Bull. E poi ho studiato tre lingue: inglese, spagnolo e francese. Ho seguito anche un corso alla Bocconi sulla comunicazione".