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Un mirto con... Marco Negri: "Finché il Cagliari non taglierà il traguardo della salvezza aritmetica il suo approccio alle partite resterà sempre lo stesso. Il DNA rossoblù è quello di difendere la porta di Caprile e di non prendere imbarcate"

Un mirto con... Marco Negri: "Finché il Cagliari non taglierà il traguardo della salvezza aritmetica il suo approccio alle partite resterà sempre lo stesso. Il DNA rossoblù è quello di difendere la porta di Caprile e di non prendere imbarcate"TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 01:08Un mirto con...
di Matteo Bordiga

L’ex attaccante del Cagliari Marco Negri, intervistato da Tuttocagliari.net, passa ai raggi X la sfida di sabato scorso tra i rossoblù e il Como. Secondo Negri la squadra di Pisacane “finché non centrerà la salvezza matematica approccerà sempre le partite in modo prudente e conservativo, con l’obiettivo di difendere la porta di Caprile e di non prendere imbarcate”.

Marco, davvero il Cagliari, pur rimaneggiato a causa delle tante assenze illustri, non aveva le risorse tecniche e caratteriali per provare ad alzare - almeno a fasi alterne - il proprio baricentro e a tenere un po’ più in apprensione la retroguardia di Fabregas?

“Il Como è una squadra che sa come mettere sotto anche le cosiddette big. A mio avviso sabato Pisacane ha fatto una scelta ben precisa: quella di non concedere spazi a Nico Paz e compagni, sperando in qualche ripartenza o in qualche calcio piazzato per creare problemi a Butez. Capisco che il tifoso rossoblù preferirebbe vedere la squadra giocare più spesso le partite a viso aperto, magari rischiando anche di perdere. Alla base di tutto però c’è un fatto: allenatore e staff non vogliono ancora affrancarsi dal DNA distintivo del Cagliari, che consiste in una difesa accorta e nel tentativo di evitare imbarcate. Eventuali sconfitte rovinose infatti minerebbero le certezze fin qui accumulate con quel modulo e con quell’approccio, che in fin dei conti hanno fruttato molti punti in classifica. Insomma, finché non verrà centrato aritmeticamente l’obiettivo-mantra della salvezza il modo di leggere e di interpretare le gare resterà questo. Poi, a salvezza acquisita, magari vedremo due o più punte contemporaneamente in campo e un calcio più gradevole e sbarazzino.”

Ma è proprio necessario rinunciare quasi del tutto, per larghi tratti del match, alla fase offensiva per contenere e “imbavagliare” l’avversario di turno?

“Beh, va detto che anche se schieri tre punte dal primo minuto non necessariamente stai impostando una gara aggressiva o d’attacco. Probabilmente Pisacane non voleva dare punti di riferimento alla difesa e al centrocampo del Como. Ecco, magari alla fine le cose non sono andate esattamente come lui si sarebbe aspettato. D’altronde nessun allenatore vuole deliberatamente ‘consegnarsi’ al gioco degli avversari e rinunciare ad esprimere il proprio calcio. Banalmente, talvolta non tutto quello che si pianifica e si prova in allenamento riesce poi alla perfezione in partita.”