Toro, undici calciatori sul mercato. La Stampa: "Una squadra in vendita e Baroni sotto esame. Anjorin proposto al Cagliari"
"Toro, punto e a capo. Una squadra in vendita e Baroni sotto esame". Così titola stamattina La Stampa. Un Torino ancora in cerca di identità, un allenatore finito sotto la lente d’ingrandimento e una Coppa Italia che diventa molto più di un semplice impegno di prestigio. Per i granata si apre una settimana decisiva, con l’urgenza di invertire una rotta che in campionato ha lasciato scorie pesanti e con la necessità di lanciare segnali concreti anche sul fronte mercato.
I numeri raccontano meglio di ogni analisi il momento della squadra: venti partite di Serie A e venti formazioni diverse, il simbolo di una ricerca continua che, a metà stagione, non ha ancora prodotto certezze. Il Torino arriva così a un vero e proprio crocevia, in un gennaio che si preannuncia rovente per tensioni e aspettative. La sfida contro la Roma, in programma domani negli ottavi di Coppa Italia, rappresenta un’occasione importante per cambiare narrativa e provare a rilanciarsi, ma al tempo stesso aumenta la pressione su Marco Baroni, chiamato a dare risposte immediate.
Parallelamente, la dirigenza è al lavoro per ridisegnare l’organico. Il segnale è chiaro: il club ha deciso di intervenire in maniera profonda. Sono ben undici i giocatori considerati cedibili, un numero che equivale a una vera e propria rifondazione. Nella lista non compaiono soltanto elementi ormai ai margini del progetto, come Ilic, Nkounkou e Biraghi, o profili di rotazione come Masina, Sazonov e Dembelé.
A sorprendere sono soprattutto i nomi di peso. Tra questi c’è Duvan Zapata, che a Bergamo ha mostrato segnali di nervosismo al momento della sostituzione, fotografando un momento personale e collettivo complicato. In discussione anche giocatori arrivati con grandi aspettative durante l’ultima estate: Ngonge, fortemente voluto da Baroni, Asllani, individuato come regista ideale per il cambio di sistema di gioco, Anjorin – già proposto al Cagliari – e Israel, portiere scelto come erede di Milinkovic-Savic.
Il Torino è dunque davanti a una fase di scelte radicali, tra campo e mercato, con l’obiettivo di ritrovare equilibrio, risultati e una direzione chiara per il futuro.