Balogun torna sul caso FIFA-Trump: "Sapevo che avrebbe generato molte polemiche"
A una settimana dall’eliminazione degli Stati Uniti agli ottavi di finale del Mondiale contro il Belgio, Folarin Balogun è tornato sulla controversia che aveva preceduto la sfida e acceso il dibattito internazionale. L’attaccante del Monaco era stato inizialmente squalificato dopo l’espulsione rimediata nei sedicesimi di finale, salvo poi essere riabilitato dalla Commissione Disciplinare della FIFA in seguito al ricorso presentato dalla Federazione statunitense. A far discutere erano state soprattutto le successive dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che aveva confermato di aver contattato il numero uno della FIFA Gianni Infantino per chiedere una revisione della sanzione. Intervenuto ai microfoni della CBS, Balogun ha ricostruito quanto accaduto: “L’espulsione? Non era nemmeno un vero contrasto. Sono rimasto scioccato dalla decisione, lo si è visto anche dalla mia reazione. Quando un episodio non è intenzionale, non dovrebbe mai essere punito con un cartellino rosso”.
L’attaccante ha poi parlato dell’annullamento della squalifica: “All’inizio ero felice di poter tornare a disposizione della squadra, ma riflettendoci ho capito subito che avrebbe generato molte polemiche”. Balogun ha ammesso che il clamore mediatico ebbe ripercussioni anche all’interno dello spogliatoio statunitense: “Percepivo un certo nervosismo tra i miei compagni, perché era una situazione davvero insolita. Più si avvicinava la partita, più cercavo di concentrarmi soltanto sul campo, ma con tutto il rumore esterno non è stato semplice”. Gli Stati Uniti furono poi eliminati dal Belgio con un netto 4-1. La partita fu segnata anche dall’esultanza provocatoria dei Diavoli Rossi, che dopo l’ultima rete imitarono il celebre balletto di Trump sulle note di “YMCA”, alimentando ulteriormente una delle polemiche più discusse del Mondiale.
