Collina: “Il Mondiale più tecnologico di sempre. Ci sono state poche infrazioni"
Nel corso di un'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, il presidente della commissione arbitri della Fifa, Pierluigi Collina, ha tracciato il bilancio della competizione iridata che si avvia alla conclusione con l'attesissima finale tra Spagna e Argentina.
Il torneo ha portato al debutto diverse innovazioni regolamentari, a partire dalla nuova gestione del tempo a disposizione dei portieri per il rinvio. Sul tema degli otto secondi concessi agli estremi difensori, Collina ha spiegato:
"In certi campionati la tenevano fino a più di venti secondi, un'eternità. Gli arbitri non fischiavano perché la "pena" -calcio di punizione indiretto in area - era sproporzionata rispetto al "reato". Quindi gli abbiamo dato più tempo, 8 secondi, e sanno che se vanno oltre viene assegnato un angolo. Stessa cosa su falli laterali e rinvii. Ci sono state poche infrazioni, il che dimostra la positività dell'introduzione che ha reso il gioco più fluido e godibile".
Un altro aspetto cruciale della manifestazione è stato l'impatto massiccio degli strumenti tecnologici, che hanno reso questo Mondiale il più all'avanguardia della storia. A questo proposito, l'ex fischietto italiano ha chiarito le ragioni di tale svolta:
"La tecnologia è stata introdotta per risolvere una situazione paradossale. Allo stadio, 80mila e passa spettatori avevano la possibilità di vedere in tempo reale cosa fosse successo in campo, l'unica persona che non poteva era quella che doveva prendere le decisioni... Le strade erano due: o creavamo una comunità Amish all'interno dello stadio dove la tecnologia è bandita, oppure davamo la stessa possibilità anche agli arbitri. Investiamo milioni, sperando però che vengano "buttati via": vorrebbe dire che gli arbitri hanno fatto un bel lavoro e non ne hanno avuto bisogno".
