Fifa, Infantino: "Il Mondiale sarà fantastico. Il Mondiale per Club è stato un successo e vogliamo migliorarlo. Sono tifoso dell'Inter"

Fifa, Infantino: "Il Mondiale sarà fantastico. Il Mondiale per Club è stato un successo e vogliamo migliorarlo. Sono tifoso dell'Inter"TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 09:30Altre notizie
di Redazione TuttoCagliari

Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha rilasciato una lunga intervista ad As nella quale ha parlato del prossimo Mondiale, del Mondiale per Club e delle sue preferenze calcistiche. Le sue parole:

Il Mondiale è ormai all’orizzonte e gran parte dell’attività della FIFA ruota attorno a questo evento, ma quest’anno è accompagnato anche da alcune tensioni sociali…
"Sarà un Mondiale fantastico. Negli Stati Uniti, in Messico e in Canada c’è un’attesa senza precedenti. In quattro settimane abbiamo registrato oltre 500 milioni di richieste di biglietti. È qualcosa di impressionante. Abbiamo circa sette milioni di biglietti disponibili, ma una domanda di 500 milioni non si era mai vista nella storia della FIFA o di qualsiasi altra istituzione.
77 delle 104 partite hanno superato il milione di richieste. Conserviamo una parte dei biglietti per le fasi finali del torneo. Gli stadi saranno pieni e sarà una grande festa. Quando si diceva che negli Stati Uniti il calcio, o “soccer” come lo chiamano lì, non fosse molto seguito, oggi non è più così. Sarà un grande successo.
Sarà il primo Mondiale con 48 squadre, 104 partite, 16 città e tre Paesi ospitanti. Non è solo un torneo sportivo, ma un evento sociale che fermerà il mondo".

Chi vede favorito per la vittoria finale?
"La Nazionale di calcio della Spagna è sicuramente tra le favorite, insieme ad altre. Conosciamo la forza della Spagna. La squadra numero uno del ranking deve essere tra le principali candidate alla Coppa del Mondo".

Il Mondiale per club è arrivato lo scorso anno: è destinato a restare?
"
Il torneo disputato negli Stati Uniti è stato fantastico. Il panorama del calcio è cambiato e oggi abbiamo un rapporto positivo con tutti. È importante dialogare e ascoltare per costruire insieme. Il primo Mondiale per club è stato un grande successo, non solo economicamente ma anche dal punto di vista sportivo.
Nella finale tra Chelsea e Paris Saint-Germain hanno giocato calciatori di sedici nazionalità provenienti da cinque continenti. In un Mondiale per nazionali, invece, ci sono al massimo due nazionalità e forse due continenti.

Si parla di una possibile crescita del torneo e di una candidatura del Marocco per il 2029.
"Il Mondiale per club offre opportunità a giocatori di tutto il mondo. I grandi club li vediamo spesso in Europa e in America, ma qui possiamo conoscere anche realtà importanti di altri continenti. Il calcio dei club è la base del calcio. Si gioca molto di più a livello di club che di nazionali e serviva una competizione internazionale di questo tipo.
È stato un successo e ora stiamo discutendo con tutti per capire come migliorarlo. Si parla di 32 squadre, ma potrebbero essere anche di più. Decideremo anche la sede, ma lo faremo dopo la Coppa del Mondo".

Ha avuto degli idoli calcistici?
"Sono stato un grande appassionato fin da bambino. Ricordo il Mondiale di Spagna 1982. Lo vinse l’Nazionale di calcio dell'Italia con Paolo Rossi e una squadra piena di grandi giocatori. Avevo dodici anni e fu qualcosa di straordinario.
Sono anche tifoso dell’Inter. Uno dei miei primi idoli, forse poco conosciuto in Spagna, è stato Evaristo Beccalossi, un numero dieci che non giocò quel Mondiale. Poi ricordo Alessandro Altobelli, autore di un gol nella finale contro la Germania".

E negli anni successivi?
"Negli anni Ottanta e Novanta bisogna citare Diego Armando Maradona, uno dei più grandi di sempre. Quando rivedi le sue immagini capisci quanto fosse straordinario. I giocatori allora non erano protetti come oggi.
Poi c’è Pelé, che non ho visto giocare dal vivo ma che era un idolo globale già prima dei social e della globalizzazione.
E naturalmente Ronaldo Nazário, un fenomeno. Quando chiedi ai calciatori con chi abbiano giocato il più forte, il 90% risponde Ronaldo".

E tra i giocatori attuali?
"Oggi ci sono ancora Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, ma ricordo anche tutti gli spagnoli che hanno vinto il Mondiale del 2010. Molti di loro sono amici: Xavi Hernández, Andrés Iniesta, Iker Casillas, Carles Puyol.
La Spagna ha sempre avuto grandi giocatori e grandi allenatori come Vicente del Bosque, Luis Aragonés e Pep Guardiola".

Una delle priorità della FIFA negli ultimi anni è la lotta al razzismo, con iniziative come la cosiddetta “Legge Vinicius”.
"Non c’è spazio per il razzismo. Dobbiamo combatterlo con tutte le nostre forze. Siamo nel 2026 e non è accettabile discriminare qualcuno per la sua origine.
A volte mi dicono che il razzismo è un problema della società. È vero, ma nel calcio dobbiamo risolverlo nel calcio. Tolleranza zero. Se un giocatore copre la bocca e dice qualcosa di offensivo con contenuti razzisti, deve essere espulso. Naturalmente bisogna analizzare ogni caso e avere prove, ma non possiamo più accettare certe situazioni".

Crede che negli ultimi anni siano stati fatti passi avanti?
"Forse dovremmo pensare non solo alle punizioni ma anche a cambiare la cultura. Chi sbaglia dovrebbe poter chiedere scusa. In un momento di rabbia si possono fare cose di cui poi ci si pente. In questi casi la sanzione può essere diversa, più educativa. Sono azioni che possiamo e dobbiamo considerare se vogliamo essere seri nella lotta contro il razzismo".