Genoa, Ekuban: "Sarebbe un errore rilassardi, dobbiamo portare a casa più punti possibile e goderci poi il finale di campionato".
L'attaccante del Genoa Caleb Ekuban è intervenuto direttamente da "Covo" di Rolling Stone di Sanremo a Radio TV Serie A. Le sue parole:
Sanremo e la musica
"Mi piace la musica. La ascolto a 360°, non ho un genere preferito, seguo sempre il mood un po' come i genovesi: se c'è il sole siamo molto aperti mentre se piove è meglio starci lontano (ride n.d.r.). È un po' un roller coaster".
La playlist pre partita
"In questo momento c'è un artista che ascolto molto di frequente anche se non è troppo conosciuto: Celeste. Mi tranquillizza e mi fa focalizzare sul match e mi aiuta a isolarmi da tutto. La sua musica ultimamente mi piace tantissimo. Un altro che mi carica tanto è Bruno Mars".
La stagione del Genoa e Mister De Rossi
"Il rapporto con il mister non può che essere bellissimo. È una persona che nei nostri confronti ha la massima disponibilità, ci da tanta importanza e responsabilità. Ci da tanta grinta e garra per andarci a prendere quel che meritiamo con passione dedizione e idee chiare. Adesso è un momento dove apparentemente potremmo rilassarci ma sarebbe un errore, dobbiamo portare a casa più punti possibile e goderci poi il finale di campionato".
I colori rossoblù
"Sono stato in Inghilterra, Turchia, Albania... una cosa che accomuna tutti questi posti è l'amore grandissimo per il calcio, lì lo vivono quotidianamente. Il genoano poi è ancora più attaccato alla maglia: non solo al club ma proprio al territorio e alla sua storicità. Quando entri in campo, vedi quella gradinata senza un posto libero e non può che trasmetterti una carica incredibile. Essere genoano per me vuol dire dare tutto te stesso quando scendi in campo".
La cucina genovese
"Il pesto qui è un'altra cosa. Ultimamente ho scoperto anche la farinata che non è da sottovalutare, mi raccomando provatela. La focaccia con la cipolla qui la mangiano anche a colazione, io evito di accompagnarla al cappuccino (ride n.d.r..)".
Il ruolo in campo
"Io voglio semplicemente essere etichettato come un attaccante che contribuisce al gol, non mi sono mai posto il problema di dove preferissi giocare perché nella carriera ho ricoperto diversi ruoli. Mi sono trovato bene un po' in tutte le zone del campo, dipende anche dalla squadra con cui giochi. Ora mi sto trovando davvero bene e spero di continuare a dare supporto al reparto offensivo".
Un obiettivo
"Penso che il miglior Ekuban non si sia ancora visto del tuto ma siamo sulla buona strada. Sta andando meglio rispetto l'anno passato, gioco con più costanza e sono in un miglior stato di forma. Penso di stare affrontando il campionato in una maniera diversa e spero di continuare così".
Un fuoriclasse del futuro
"Dirne solo uno è difficile. Baldanzi già dal primo tocco di palla capisci che può arrivare in alto. Altri sono Norton Cuffy per la sua esplosività e le sue doti atletiche e Jeff Ekathor che per me è un giocatore completo, ogni volta che penso alla sua età mi cadono le gambe: è talmente giovane e ha talmente tanto talento. Aggiungo anche Frendrup e Colombo. Più in generale è tutta la squadra proiettata al futuro con tanti giovani che possono affermarsi nel grande calcio".
Albania
"È stata una tappa importante per la mia carriera. Fino ad allora pensavo di rimanere un giocatore di Serie C e restare nella comfort zone ma uscendo dall'Italia ho avuto la possibilità di rendermi conto che il calcio è universale. L'esperienza all'estero mi ha fornito un bagaglio culturale enorme che mi ha aiutato in tutto l'arco della mia carriera. Auguro a tanti giocatori di provare un'esperineza simile".