Gianni Rivera apre alla presidenza FIGC: "Sono pronto, ho un programma preciso"

Gianni Rivera apre alla presidenza FIGC: "Sono pronto, ho un programma preciso"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Ieri alle 22:45Altre notizie
di Vittorio Arba

A distanza di tre mancate qualificazioni mondiali consecutive, Gianni Rivera lancia un nuovo allarme sullo stato del calcio italiano. Intervenuto al Caffè di Rai Radio 1 Sport, il Golden Boy azzurro, campione d’Europa e vicecampione del mondo con l’Italia, ha parlato con toni severi della crisi del movimento, indicando la necessità di una profonda svolta sotto il profilo culturale, tecnico e dirigenziale. Secondo Rivera, il fallimento non può più essere considerato un episodio isolato, ma il segnale evidente di problemi strutturali che il sistema non è ancora riuscito a risolvere. Per l’ex fuoriclasse del Milan, serve un cambio radicale, capace di incidere davvero sulla mentalità e sull’organizzazione del calcio italiano.

Le dimissioni di Gravina: "Credo sia giusto quello che ha scelto di fare Gravina. Ci ha pensato parecchio prima di questa decisione, ma è giusto che le sue dimissioni diano il via a un possibile nuovo cambiamento mentale di progetti della Federazione".

Darebbe la sua disponibilità per il ruolo di presidente FIGC? "Sono pronto perché ho un programma ben preciso che ho fatto con amici, tra cui il figlio di Angelo Sormani: è un modello che stiamo studiando e preparando e che forse potrebbe essere utile per la Federazione. Pensiamo che la strada da percorrere sia quella di mettere il giovane calciatore nelle condizioni ottimali per migliorare tecnicamente. La tecnica da migliorare non è mai finita, bisogna lavorarci tanto tempo. Ho l'impressione che le scuole calcio non insegnino la tecnica. E questo secondo me è il primo passo che bisogna fare: creare ai giovani una strada certa, sicura, dove la prima cosa che devono fare è quella di migliorarsi sul piano tecnico. Pensiamo sia necessario affrontare seriamente l'argomento giovani, bisogna anche mettere le società nella condizione di migliorare i settori giovanili".

Come si recupera il talento perduto? "Il calcio è invaso dai procuratori, i quali pensano prima di tutto a migliorare le loro tasche. So di molte famiglie che hanno rinunciato a far proseguire i loro figli perché non avevano i soldi per pagare i procuratori. E questo secondo me è una perdita enorme: perché sono sicuro al 100% che tanti bambini avrebbero potuto oggi essere in prima squadra e magari anche in Nazionale".

Toto-ct, la convincono i nomi di Conte, Mancini o Allegri? "Vediamo, è un po' presto, devo dire. Penso sia meglio cominciare ad immaginare qualcuno che il calcio lo conosca molto bene, e non è detto che i nomi che si stanno facendo adesso siano quelli che sanno che cosa vuol dire in modo totale giocare al calcio".