Roberta Pedrelli: "Nuovo ct Italia? Ora Ranieri ha un ruolo più marginale alla Roma. Sceglierei lui"
Tramite un post pubblicato sui social, la giornalista di Centro Suono Sport e SportPaper Tv Roberta Pedrelli, si è espressa riguardo al prossimo ct della Nazionale italiana, fresca di terza eliminazione consecutiva dalla fase finale di un Mondiale. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net: “Nuovo ct Italia? Allegri: non capisco il motivo per cui dopo un anno debba lasciare la barca Milan che torna in Champions. Gioca all’italiana che non è male in serie A, ma funzionerebbe contro squadre estere? Ogni tanto impazzisce in panchina, ma pragmatico quanto basta. Emblema del corto muso. Ordinato. Conte: non ama lavorare con i giovani che invece sono essenziali per fare crescere l’Italia del futuro che sia tra 2 o 4 anni. Cerca sempre giocatori già pronti e nomi top ( ci sono in serie A?). Mister scudetto. Fallimento nelle Coppe. Poco idoneo per carattere nel gestire una situazione sul filo del rasoio. Mourinho: sarebbe un sogno. Conosce bene la Serie A così come il calcio internazionale in lungo e largo. Capace di scoprire e far crescere i giovani. Numero uno per instillare la mentalità: mi butto nel fuoco per te mister. Non regala grande gioco, ma trofei sì ( e quello ci interessa).
Si porta dietro però troppi nemici. Punto a sfavore. Per ultimo: quanto sentirebbe l’attaccamento alla maglia Italiana? Ranieri: disse no all’Italia da mister della Roma. Ora ha un ruolo più marginale nella società giallorossa che potrebbe coesistere con la scelta di diventare ct della Nazionale azzurra. Il moderatore per eccellenza, nessuno stravolgimento nei ruoli in campo, capace di leggere a fondo i singoli giocatori che ha sotto mano, riferimento per i senatori ed ispirazione per i giovani. Italiano. Italianissimo. Cavaliere. Rispettato ovunque. L’età gioca a suo sfavore. Se i nomi papabili sono questi, la mia scelta cade su Ranieri. E occhio a Simone Inzaghi. Pioli dopo l’esperienza alla Fiorentina nutro forti dubbi. Roberto Mancini l’addio è stato sospetto come tempistiche. Il Dio denaro prese il sopravvento rispetto al patriottismo".