Grosso a Paratici: "Se mi vuoi bene, esonerami!" La società viola vuole fare causa

Grosso a Paratici: "Se mi vuoi bene, esonerami!" La società viola vuole fare causaTUTTOmercatoWEB.com
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di Giancarlo Cornacchia
L'esonero del tecnico ex Sassuolo porterà a conseguenza a livello legale

Grosso a Paratici: “Non me la sento, se mi vuoi bene esonerami”. Ecco perché la Fiorentina gli vuole fare causa. Secondo quanto riportato dall'edizione on line de Il Correre dello Sport, la storia tra la Fiorentina e Fabio Grosso è durata poco e finita male e potrebbe avere uno strascico ancora peggiore, con azioni legali. Un epilogo imprevisto, perché tra il campione del Mondo e Fabio Paratici c’era piena sintonia. Tutto svanito dopo poche settimane insieme, tanto da spingere la società a scegliere la via dell’esonero dopo solo tre giornate di campionato. Un avvio terrificante, addirittura peggiore di quello di un anno fa con Stefano Pioli (due punti in tre match), ma che comunque non aveva ancora fatto perdere la fiducia nel tecnico.

La telefonata galeotta

A far precipitare la situazione sarebbero stati non i risultati ma l’atteggiamento e le convinzioni dell’allenatore. “Se mi vuoi bene, esonerami”: sarebbe stata la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso. Frase che Grosso avrebbe detto a Paratici, aggiungendo la definizione di “inallenabile” come valutazione della squadra. Stando alla ricostruzione fatta dal club, Grosso aveva perso la fiducia e non era più convinto di poter raggiungere risultati col gruppo: 13 acquisti, per un totale di 130 milioni spesi, che però non erano funzionali al gioco che voleva fare. Grosso avrebbe avuto altre tre partite, Venezia e Napoli in campionato più il Pisa in Coppa Italia, per invertire la rotta. Domenica la situazione sarebbe precipitata: raccontano che l’ultimo confronto tra i due sia stato molto animato. Grosso avrebbe ribadito di non sentirsela più di allenare la Fiorentina, senza però accennare alla volontà di dimettersi né accettare di farlo. Il club sarebbe stato costretto a prendere una decisione drastica. Per il club ci sarebbero stati alcuni comportamenti del tecnico che potrebbero comportare una violazione degli adempimenti contrattuali, come la volontà di lasciare l’incarico espressa più volte. La procedura dell’azione disciplinare, di competenza della Giustizia Sportiva, prevede una contestazione scritta da parte della società all’allenatore, che ha 5 giorni di tempo per difendersi, e può sfociare nel licenziamento per giusta causa.