Petrucci: "Il calcio è autonomo solo sulla carta, servono riforme"

Petrucci: "Il calcio è autonomo solo sulla carta, servono riforme"TUTTOmercatoWEB.com
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di Giorgia Zuddas

Gianni Petrucci interviene sul momento del calcio italiano e sulle prospettive della FIGC. L'ex presidente del CONI, oggi confermato alla guida della Federazione italiana di basket, ha parlato al Corriere della Sera soffermandosi sulle criticità del sistema. Di seguito un estratto delle sue parole: "Il governo deve avere un rapporto privilegiato con lo sport. Ammettiamolo: è autonomo solo sulla carta. Il calcio ha bisogno di riforme sulla tassazione e agevolazioni fiscali, per cominciare. Le leggi le fanno il Parlamento o l’Esecutivo, ed è bene ci sia una comunione tra le direttrici".

Petrucci ha poi sottolineato l'importanza di un dialogo con la politica: "Non si tratterebbe di un’intromissione: volenti o nolenti, un’intesa con la politica serve. Per esempio, quando ero presidente CONI, a capo della Federcalcio c’erano Carraro e Galliani per la Lega Serie A. Nel 2003 il ‘caso Catania’ mise a rischio l’inizio dei campionati e andammo dal presidente del Consiglio di allora, Silvio Berlusconi, a chiedere e ottenere una misura straordinaria".

Spazio anche al tema FIGC, con un commento sulle dimissioni di Gravina: "Non c’era altra strada, per il clima che si era creato. Ma è stato un buon presidente, ha vinto gli Europei. Peccato che non abbia tirato il rigore a Zenica, avrebbe segnato”. Infine, sul possibile futuro e sul nome di Giovanni Malagò: "Sono suo amico da una vita, è stato nel mondo del calcio e lo conosce bene. Non voglio bruciarlo lanciandomi in giudizi. Non basta essere stati ottimi calciatori per ricoprire cariche istituzionali. Però ci sono grandi ex calciatori con profili da dirigente, vedi Albertini o Paolo Maldini. Commissario? Io da presidente CONI nominai Guido Rossi in piena Calciopoli per traghettare il calcio fuori dagli scandali…".