Rosetti: "VAR nato per correggere errori chiari e ovvi. Forse l'abbiamo dimenticato tutti"
Durante il Congresso UEFA andato in scena oggi a Bruxelles, è intervenuto anche Roberto Rosetti, responsabile degli arbitri UEFA, tornando su uno dei temi più caldi delle ultime settimane: il VAR, finito spesso al centro delle discussioni, soprattutto in Italia. “Forse abbiamo dimenticato tutti perché è nato”, si legge su Gazzetta.it. Rosetti ha quindi ribadito la linea guida alla base dello strumento: "Il VAR è nato per errori chiari e ovvi. Sulle decisioni fattuali, come il fuorigioco, lavora alla perfezione. Ma sulle interpretazioni il discorso è diverso. La UEFA preferisce intervenire meno a video e lasciare la decisione sul campo. Ci perderemo un rigore ogni tanto, però non si hanno quelli francamente inesistenti. Ne riparleremo con i designatori federali. Dobbiamo ritrovare i principi originari".
Il designatore ha poi richiamato i capisaldi dell’arbitraggio in ambito europeo: "Sono la protezione dei giocatori, prima di tutto; la lotta all’esagerazione dei contatti lievi; l’interpretazione del 'mani'; la lotta agli attacchi al portiere per impedirgli di giocare e, infine, l’importantissimo rapporto arbitro-capitano per spiegare le decisioni in campo".
Infine, un passaggio specifico sul fallo di mano e sulla necessità di criteri il più possibile uniformi: "Bisogna capire il calcio. Il fallo di mano è tale quando il giocatore cerca di toccare la palla o allarga il corpo con le braccia in maniera innaturale, mentre quando c’è un contrasto va valutato come questo incida sul movimento delle braccia. Serve uniformità in tutte le decisioni. Questa non c'è sulle nuove idee di fuorigioco, mentre sono ottimi i risultati riscontrati dall'introduzione degli 8 secondi per la palla in mano ai portieri".