Cagliari-Nizza, chi sale e chi scende: bene Fazzini, Rodriguez indietro
Sarà stata solamente un'amichevole, ma il Trofeo Gigi Riva disputato ieri sera contro il Nizza ha offerto alcuni spunti di interesse sullo stato di forma dei rossoblù a due settimane dall'inizio del campionato edizione 2026/2027, a poco meno di una dalla gara secca di Coppa Italia.
Chi sale
CAPRILE. Impegnato tre volte durante i novanta minuti regolamentari, risponde presente con la solita reattività e personalità. Guida il reparto assieme a Deiola, e risulta determinante nella roulette dei calci di rigore, neutralizzando due conclusioni dei transalpini. Il vice capitano c'è, ed è già in forma per gli impegni ufficiali.
FAZZINI. Un moto perpetuo in tutta la zona nevralgica. Corre, si batte, si sbatte, affronta senza paura gli avversari, anche quando risultano fisicamente superiori a lui. Parte come esterno di centrocampo nel 4-4-2 utilizzato da Pisacane nella prima frazione, per poi alzare il suo baricentro nella ripresa, con il 4-2-3-1. Proprio in questo modulo risulta maggiormente a suo agio: la libertà di dare sfogo al suo estro lo porta ad attaccare lo spazio con maggiore efficacia.
FELICI. Entra e strappa la partita. Il Cagliari ha bisogno dei calci di rigore per avere ragione dell'avversario, ma il dopo il suo ingresso nella ripresa la squadra cambia atteggiamento, e le sue volate sulla sinistra mettono in crisi la retroguardia ospite. Nel 4-2-3-1 si trova a meraviglia, laddove può cercare la profondità e, contesutalmente, couadiuvare la fase di non possesso.
Chi scende
RODRIGUEZ. Ancora non gode una di una forma accettabile. Sempre, o quasi, in ritardo sul diretto avversario, e pure eccessivamente rude quando non sarebbe necessario esserlo. La prestazione ha ricordato per larghi tratti quella di qualche giorno fa contro l'Union Berlino.
ROMANO. Uno dei pochi che ha provato la conclusione durante i tempi regolamentari, ma in generale ha fatto molta fatica a trovare la giusta collocazione. Il 4-4-2 sembra non essergli congeniale, soprattutto l'assenza di un cosiddetto "cagnaccio", pronto a coprirgli le spalle. Ci sarà tempo per oliare la tattica del doppio play con Winks. Nella ripresa risulta leggermente meglio, quando, con il 4-2-3-1 può godere dell'apporto di maggiore presenza a centrocampo durante la fase di non possesso palla.
