Fagioli torna sul caso scommesse: "Sono grato alla Juve e ad Allegri per il sostegno"
Nicolò Fagioli ripercorre uno dei periodi più difficili della sua carriera. L'ex centrocampista della Juventus, oggi alla Fiorentina, ha parlato del caso scommesse in un'intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, soffermandosi sugli errori commessi, sulla consapevolezza maturata nel tempo e sul supporto ricevuto durante quei mesi complicati.
Il classe 2001 riconosce di aver affrontato quella fase con poca lucidità, senza comprendere pienamente le possibili conseguenze delle proprie azioni. «Sono un ragazzo cresciuto ora, in campo ma soprattutto fuori. Ora è il momento di essere uomo», ha raccontato, spiegando come il percorso successivo gli abbia permesso di acquisire una maggiore consapevolezza personale.
Ripensando a quel periodo, Fagioli ha ammesso: «Le scommesse? Ero incosciente e non avevo paura di niente, nemmeno di essere squalificato, nella mia ignoranza non pensavo a niente». Il centrocampista ha poi spiegato di aver imparato a conoscere meglio se stesso, riconoscendo la propria sensibilità e le difficoltà di un ambiente nel quale non sempre è facile individuare le persone di cui fidarsi.
Il rapporto con la Juventus e il sostegno di Allegri
Nel racconto del calciatore c'è spazio anche per il legame con la Juventus, il club nel quale è cresciuto calcisticamente e che gli è stato vicino durante la vicenda. Fagioli ha espresso riconoscenza nei confronti della società e di Massimiliano Allegri per l'atteggiamento avuto nei suoi confronti quando la situazione era già nota.
«Sono grato alla Juve e ad Allegri, che erano a conoscenza della situazione e mi sono stati vicini», ha dichiarato. L'ex allenatore bianconero, secondo il suo racconto, cercava un confronto con lui prima delle partite, chiedendogli se si sentisse nelle condizioni di scendere in campo.
La risposta del centrocampista era sempre la stessa: «Prima di ogni partita il mister mi chiedeva se me la sentissi, e io ogni volta rispondevo che volevo giocare».
