Qui Lazio - Gattuso mette in guardia i suoi: "Il Cagliari sa difendersi e riparte bene"

Qui Lazio - Gattuso mette in guardia i suoi: "Il Cagliari sa difendersi e riparte bene"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 14:15Avversari
di Antonio Pinna
Lazio-Cagliari, Gennaro Gattuso presenta la sfida in conferenza stampa: le condizioni della squadra, l’analisi dei rossoblù e gli obiettivi stagionali.

Gennaro Gattuso ha presentato la sfida tra Cagliari e Lazio in conferenza stampa. Di seguito quanto riportato a TMW:

Terza partita in una settimana. Come sta la squadra? Ci sarà un solo cambio o qualcosa di diverso?

"Vediamo oggi, diamo continuità ai test che abbiamo fatto e ci basiamo sul recupero dei giocatori. leri i test ci indicavano un buon recupero, abbiamo fatto un buon allenamento ieri dove abbiamo spinto un po' di più perché abbiamo fatto poco nei giorni scorsi. Vediamo oggi, tanti giocatori hanno recuperato bene e vediamo oggi gli ultimi dati che verranno fuori".

Per lei c'è stato un piccolo riscatto rispetto a quello che è stato detto nei mesi scorsi?

"Nessun riscatto, il calcio è fatto di episodi e sicuramente in quella partita di Zenica gli episodi ci hanno condannato. La cosa bella del calcio è che quando commetti una sciocchezza o un errore hai sistematicamente ogni tre giorni la possibilità di riscattarti, mentre nella vita vera le sciocchezze le paghi. Bisogna essere lucidi e avere la forza di non deprimerti, questo te lo danno le persone che ti stanno vicino, ti mettono nelle condizioni di migliorare e di esprimerti al massimo. Da 30 anni ho una moglie con cui sono cresciuto insieme, mi appoggio molto su di lei".

Cosa è cambiato in Noslin? II Cagliari è la squadra più ostica da affrontare oggi?

"Ostica è la parola giusta, cambia molto in base all'avversario. Possono giocare a tre o a quattro in difesa, ma poi le caratteristiche rimangono quelle. Sono allenati molto bene, Pisacane è un amico e sta facendo bene, sanno difendersi e ripartono bene. Con la Roma hanno tirato nove volte in porta e hanno avuto tantissime occasioni, noi dobbiamo continuare a fare quello che stiamo facendo con grande veemenza e voglia. lo non parlo dei gol di Noslin, ma per come tiene il campo perché va a duemila all'ora a pizzicare gli avversari, salta di testa con avversari di un metro e 95. Questa caratteristica non deve venire a mancare specialmente domani, se facciamo le cose metà e metà possiamo andare in grande difficoltà. Non dobbiamo pensare, dobbiamo fare il nostro calcio ed essere umili. Con la Juve e il Milan le partite si preparano da sole, noi dobbiamo dare continuità e fare le cose sempre a cento all'ora".

C'è un momento in cui questa classifica dovrà essere guardata?

"L'obiettivo sono i 40 punti, non so se i miei giocatori mi prendono in giro o per scaramanzia ma anche loro lo dicono. Anche io non sono abituato a vedere classifiche così, noi dobbiamo prepararci e stiamo toccando con mano che giocando con entusiasmo possiamo rendere bene. Guarda l'atteggiamento dopo aver preso il gol in dieci, siamo ritornati a fare le nostre cose e abbiamo fatto bene. Noi non dobbiamo subire il momento, per come vogliamo giocare qualche ripartenza la dobbiamo accettare. C'è poi la voglia di correre tutti insieme e sorprendere tutti insieme, su questo dobbiamo lavorare giorno dopo giorno. Con 29 partite ci sono tanti punti a disposizione poi vedremo dove arriveremo".

In cosa dovete crescere nel gestire la difesa nel blocco basso? Teme di perdere qualche pezzo pregiato?

"Noi dobbiamo imparare a giocare di reparto, non ci serve il blocco basso. Quando si fa, non si prendono imbucate e si mandano le squadre sull'esterno, si lavora di reparto e non sui riferimenti. In questo dobbiamo migliorare, qualcuno pizzica quando non deve e dobbiamo migliorare. So come funziona questo mondo, gli agenti fanno il loro lavoro, ma poi è normale che con il rapporto instaurato con i giocatori non è venuto nessuno e spero che non venga nessuno. C'è il rischio che poi chiudo la porta a chiave e succede di tutto (ride, ndr). Non sto pensando a questo, penso a mettere la squadra migliore possibile in campo e mettere tutti sullo stesso piano. Spero non succeda nulla perché sarebbe un peccato".

Di cosa è più orgoglioso in questo momento?

"Della mentalità, vedere giocatori che non si risparmiano mai e che ragionano con una sola testa. Chi entra ci dà sempre una grande mano, sono orgoglioso per come stanno insieme e come si allenano. Poi qualcuno ha la faccia più triste, ma questo fa parte del gioco. Quando vedo gente arrabbiata ci sta, fa parte del lavoro che facciamo e di avere amor proprio".

Ha parlato col presidente? Quanto è preoccupato dalla partita di domani?

"Tutte le partite sono preoccupanti, questa è una squadra che può metterti in difficoltà. Sa stare nel capanno, non fanno pressione ultraoffensiva però poi ti fanno male in ripartenza. Noi dovremo essere bravi quando arriverà la legnata, speriamo arrivi più tardi possibile, ma lì dovremo vedere quanto saremo bravi. Non dobbiamo sottovalutare l'avversario e fare cose che non abbiamo mai fatto, dobbiamo essere bravi e portare avanti il nostro DNA e la nostra mentalità. Poi se saranno più bravi gli stringeremo la mano, non dobbiamo sbagliare per mentalità e coraggio. Il presidente è sempre presente, stasera viene a mangiare come sempre con la squadra, anche in trasferta è presente ed è giusto che sia presente e parli con la squadra. Poi lui certe cose le vede in maniera diversa, ma c'è grandissimo rispetto e grandissima comunicazione".

La Lazio ha il terzo miglior attacco e la miglior difesa, quando potrà togliersi l'etichetta di sorpresa?

"Quello sta a noi, dovremo essere noi con l'atteggiamento e il modo di tenere il campo. II segreto è semplice, noi andiamo forte e dobbiamo andare forte. Quando non si va forte diventiamo vulnerabili, l'altra sera abbiamo preso due gol dove ci siamo addormentati. II secondo è un gol che non dobbiamo mai prendere, però ci sta. La strada è una, andare forte e questo è il nostro segreto. Non sono i gol o altre cose, è vedere una testa sola in campo".

Quanto la squadra è andata oltre le sue aspettative per mentalità?

"A livello di gruppo me lo aspettavo, lo scorso anno per tutto ciò che hanno passato qualsiasi altra squadra si sarebbe accappottata, invece hanno portato la barca ad attraccare e adesso stanno continuando. Sono ragazzi curiosi che hanno voglia di ascoltare, di stare insieme al campo e allenarsi. Quando poi si fa la fatica vera, e vi assicuro che quest'estate e anche oggi si fa fatica, i muscoli bruciano e c'è bisogno di dormire il pomeriggio. In questo non mi hanno sorpreso, sapevo che il lavoro ci poteva portare a questo. Poi è normale, non avrei mai pensato di stare li in classifica con quei punti dopo nove giornate, gli obiettivi erano altri. Questo però dobbiamo continuare a farlo, mancano tantissime partite e la voglia deve rimanere intatta".

In ottica di miglioramento arbitrale, nei suggerimenti fatti agli arbitri c'è la richiesta di un maggiore utilizzo del monitor? Quanto le dà soddisfazione il percorso di crescita di Zaccagni?

"Tante volte non è venuto in nazionale per infortunio, ma Zac ha sempre fatto parte del gruppo perché mi è sempre piaciuto. Si parla di gol e assist, ma lui è un fenomeno in altre cose. Le sue qualità calcistiche le conoscono tutti, aveva bisogno di mettere forza nelle gambe, ma lui è un capitano vero. È sempre a disposizione per i compagni, sta sempre a brontolare in alcuni momenti perché non vuole mollare nulla. È un giocatore importantissimo a 360 gradi, questo è fondamentale. Se io fossi un compagno di Zac lo metterei in una cristalliera perché non sbaglia un colpo tecnicamente e umanamente. Sul VAR loro hanno il loro modo di lavorare, loro si riuniscono prima delle partite e lavorano. Questa è la linea Orsato che sceglie di prendere posizione e di andare poco al VAR, gli altri anni si stava più al VAR che fare calcio giocato. Questa è una loro linea, poi se vedono una cosa evidente devono intervenire, ma penso che quest'anno stanno adottando questa linea".

A Reggio Emilia i tifosi le hanno dedicato diversi cori. Quanto le sono mancate queste emozioni negli ultimi anni?

"Sinceramente non mi sono mancate, io mi emoziono anche quando gioco a carte con mio figlio perché voglio vincere e non lo faccio vincere. Se non ho questo formicolio è giusto andare a fare grandi passeggiate, ma invece faccio questo mestiere perché vivo emozioni. Quando ho preso mazzate sui denti ho sempre avuto il fuoco dentro. lo vivo per queste cose, fanno piacere i cori dei tifosi. Li ho ringraziati per lo spettacolo dimostrato, venire di martedì a 450 chilometri di distanza sembrava una festa Scudetto, non sembrava la nona giornata di campionato. Sembrava che si stesse giocando qualcosa di importante, questo fa piacere ma penso che sia merito dei ragazzi per le loro prestazioni che hanno creato questo entusiasmo. Speriamo di continuare così".