Ballardini esulta: supercoppa alla Lazio
Un’ottima Inter si è vista sottrarre il primo trofeo dell’anno, la Supercoppa Italiana, da una Lazio a tratti inesistente ma aiutata da una buona sorte che probabilmente oggi le avrebbe consentito di vincere contro chiunque. I nerazzurri hanno mostrato di aver cambiato completamente registro rispetto alla passata stagione, giocando palla a terra e con fraseggi rapidi e stretti, in cui si è esaltato il nuovo acquisto Samuel Eto’o. Dall’altra parte la Lazio ha giocato una partita molto difensiva, proteggendo come ha potuto la propria porta, e affacciandosi nell’area avversaria per qualche rara sortita nel primo tempo. Nella ripresa, dopo quasi venti minuti di monologo nerazzurro, al 63', sugli sviluppi di un calcio piazzato, gli uomini di Ballardini hanno trovato un rocambolesco vantaggio grazie a un rimpallo che ha consentito a Matuzalem di siglare in maniera involontaria. Tre minuti dopo, Chivu sbagliava la trappola del fuorigioco, consentendo a Rocchi di inserirsi fra le maglie della difesa e battere nuovamente Julio Cesar con un pallonetto da fuori area. Un uno due impensabile ottenuto dai biancocelesti, arrivato in un momento in cui si aspettava solo il meritato vantaggio dell’Inter. Dopo il gol di Rocchi, nuovamente nerazzurri in avanti, con Balotelli, Eto’o, Milito e Suazo tutti insieme in attacco. Al 78’ proprio il camerunense riusciva ad accorciare le distanze con un sinistro che si infilava sotto la traversa.
A cinque minuti dal termine, Milito, su suggerimento di Suazo, si vedeva annullare un gol per una posizione di fuorigioco attivo di Eto’o sulla sua conclusione. Ancora al 92’ il camerunense sfiorava il pareggio su calcio di punizione uscito di poco alto sulla traversa. Al triplice fischio di Morganti, le statistiche dicono che l’Inter ha perso seppur con un possesso palla del 63%, al cospetto del 37% della Lazio, e tirando per ben 15 volte verso la porta avversaria. Ai biancocelesti di Ballardini và quindi il trofeo ma anche la consapevolezza di non aver ancora trovato la quadratura del cerchio, avendo ottenuto la vittoria in maniera più fortunosa che meritevole. Per l’Inter di Mourinho primo “titulo” a vuoto, ma i segnali sono nettamente positivi. L’anno scorso il copione preferito dei nerazzurri era la palla lunga a cercare Ibrahimovic, mentre da questa prima uscita ufficiale è parsa chiara la ricerca del gioco di squadra, e di molteplici soluzioni per arrivare a rete. Alla delusione per il trofeo perso si contrappongono quindi delle notizie positive in vista di una stagione in cui i nerazzurri avranno bisogno di questo tipo di atteggiamento per provare l’assalto alla tanto desiderata Champions League.
