Larrivey, quando il silenzio diventa de plata

Larrivey, quando il silenzio diventa de plataTUTTOmercatoWEB.com
domenica 29 marzo 2009, 09:00Ex rossoblù
di Gabriele Lippi

È una questione di gratitudine, o più semplicemente di testa. Quella con cui Joaquin Larrivey avrebbe dovuto fare sfracelli in Italia, quella con cui ha realizzato un bellissimo gol contro il Godoy Cruz in una delle sue prime partite con la maglia del Velez. Ma con la testa un giocatore non dovrebbe solo colpire il pallone, ogni tanto bisognerebbe anche ricordarsi di pensare. Al “Bati” evidentemente questo concetto sfugge, a giudicare dalle dichiarazioni che è riuscito a rilasciare nei primi due mesi scarsi di esperienza al José Amalfitani.
Tre gol in cinque partite, i numeri parlano chiaro: Larrivey è un attaccante di razza che in Italia, per un motivo o per l'altro, non siamo riusciti ad apprezzare. Ci sta dunque che lui esprima il suo desiderio di restare in Argentina; forse quello è il suo mondo calcistico, l'unico in cui riesce a esprimersi. Ci sta anche che a Cagliari, giocando male e subendo i fischi del pubblico, il giocatore si sentisse solo e depresso. Quello che non è accettabile è il tentativo di scaricare ogni responsabilità del suo fallimento italiano su fattori esterni, reali o presunti. Dal mancato appoggio dei tifosi, che a dire il vero con lui sono stati molto più pazienti e generosi di quanto non lo fossero stati in passato con altri “bidoni” rossoblu, al presunto scarso impiego con conseguente sensazione di essere poco importante per la squadra.

La verità è che al “Bati” è stata data più di una chance, lui le ha fallite tutte o quasi, una dopo l'altra, e quando sembrava che finalmente potesse sbloccarsi ci si sono messi di mezzo i guardalinee. Trentasette partite e due gol con la maglia rossoblu, uno per stagione, più due regolarissimi ingiustamente annullati. Un inizio di secondo anno molto più che promettente, poi il crollo psicologico e una nuova involuzione tecnica, e Larri è tornato ad essere quel giocatore troppo brutto per essere vero che ci eravamo abituati a vedere l'anno scorso. La cessione in prestito al Velez era dunque la soluzione migliore per lui e per il Cagliari, e poco dopo si sarebbe rivelata manna dal cielo anche per la squadra argentina. Qualche giorno prima della grande sfida contro il River Plate, l'attaccante porteño ha accusato il presidente Cellino di aver provato in tutti i modi ad ostacolare il suo passaggio al Velez, una sorta di pugnalata al cuore nei confronti di chi in lui ha sempre creduto, difendendolo a spada tratta di fronte alle critiche della stampa. Forse la memoria di Larrivey è troppo corta, o forse non sa che il silenzio è d'oro, o almeno “de plata”, come il grande fiume che attraversa la città in cui è nato. Che lui giochi bene fa molto piacere, che parli male, sinceramente, un po' meno.