Speciale Sky Sport, Ranieri incontra Sayf: "Ecco come ho vinto la Premier col Leicester"

Speciale Sky Sport, Ranieri incontra Sayf: "Ecco come ho vinto la Premier col Leicester"
Oggi alle 08:00Ex rossoblù
di Redazione TuttoCagliari

Un incontro che unisce mondi diversi, ma accomunati dalla stessa capacità di sorprendere. Da una parte la musica, dall’altra il calcio: protagonisti il rapper e cantautore Sayf e l’allenatore Claudio Ranieri, simbolo di una delle imprese più iconiche dello sport moderno.

"Mi sento un po’ come se abbiamo fatto il nuovo Leicester". Parola di Sayf, 27enne artista italiano, che dopo il secondo posto conquistato all’ultimo Festival di Sanremo ha richiamato alla mente l’incredibile cavalcata delle Foxes in Premier League. Proprio quella squadra guidata da Ranieri, al centro del dialogo con il giovane musicista.

Ne nasce un confronto tra generazioni e linguaggi, tra palcoscenico e campo, fatto di ricordi, emozioni e retroscena. Un racconto disponibile anche nella programmazione speciale di Sky Sport dedicata al trionfo del Leicester a dieci anni di distanza.

Di seguito il testo integrale della conversazione tra Sayf e l'ex allenatore del Cagliari Claudio Ranieri:

Sayf: "Io l’ho citato un po’ così perché quello che poi è rimasto quantomeno a me, ma penso in realtà nella percezione collettiva, è un po’ il sogno…"


Ranieri: "In quel periodo devo dire che c’era un’energia positiva dietro alla squadra incredibile. Sono stato convinto di aver vinto la Premier League quando ho vinto la Premier League".

Sayf: "Il paragone è venuto spontaneo, magari anche un po’ dalle leggende e dall’esagerazione sicuramente. È sempre arrivata, come dire, una squadra di operai…”.


Ranieri: "Ce n’erano, ce n’erano. Il bello è che era una squadra considerata yo-yo, cioè saliva e scendeva dalle categorie tanto che è adesso è scesa nella nostra Serie C inglese. La cosa bella è stata che il presidente quando mi ingaggiò mi chiese di fare questi 40 punti che era un po’ il top per essere salvi il prima possibile. E da lì poi è nata tutta la leggenda. Io sono arrivato, la squadra già era in ritiro perché mandarono via l’allenatore. Mi chiamarono, io ebbi il tempo: quei due giorni mi preparai, vidi tutti i filmati o parecchi filmati delle partite dell’anno precedente dove la squadra riuscì a salvarsi nell’ultimo mese. La cambiai un pochino perché prima era abituata a giocare in un sistema differente. E io vedendo alcuni giocatori mi convinsi che era giusto cambiarli e poi pian piano quando si misero in forma anche gli altri la squadra cominciò a spingere veramente bene".

Sayf: "Mi incuriosisce sapere se c’è stata magari una partita che ha svoltato. E se posso fare una parentesi, quando a me viene fatta questa domanda, io mi trovo in difficoltà perché non c’è mai nel mio una partita di svolta. Non è che ti svegli e dici tutto è cambiato. È il lavoro, fatto passo dopo passo, che ogni volta aggiunge un centimetro. Magari ce n’è una dove effettivamente sfocia particolarmente, però penso che sia prima che dopo, rimane la colonna portante che è il lavoro, il metodo, le persone".


Ranieri: "Sono d’accordo con te perché io non posso tirar fuori una partita. Potrei dire io ho cominciato a cambiare proprio perché prendevamo troppi gol. Riuscii a portare in una buona condizione fisica due difensori per cui cambiai i due difensori esterni e la squadra da lì in poi cominciò a prendere meno gol. Potrebbe essere questa. Un’altra potrebbe essere che avevamo una serie di tre partite importanti col Manchester City fuori, Liverpool in casa e Arsenal fuori. E poi ci sarebbe stata la sosta per le Nazionali. Vardy mi fece: 'Mister, se facciamo nove punti?'. E io: 'Se facciamo nove punti vi dò tutta la settimana di vacanza'. Vincemmo 3-1 a Manchester, vincemmo col Liverpool. A Londra contro l’Arsenal stavamo vincendo 1-0, poi giocammo in dieci perché ci buttarono fuori un giocatore e alla fine al 93’ perdemmo la partita. Dentro gli spogliatoi erano tutti dispiaciuti e io dissi: 'Guardate, io vi ho sempre chiesto di darmi il massimo in ogni partita. Oggi abbiamo perso, ma avete giocato bene dando il massimo e per me avete conquistato i tre punti. Per cui sono nove, per cui tutta la settimana libera'. Quello potrebbe essere stato un altro mattoncino per la vittoria".

Sayf: "Ripensandoci adesso, poi sentendoti parlare, mi è venuto spontaneo. Anche se si vede di meno, nel nostro ambiente è molto lavoro di squadra. Sono grato del fatto che le persone con cui lavoro, con cui faccio video e foto a chi mi dà una mano, gli amici… Sono bene o male sempre gli stessi da quando abbiamo iniziato. Ed è fondamentale questo discorso di clima…".


Ranieri: "Questo io l’ho portato in tutte le mie esperienze, in tutte le mie squadre e in tutte le Nazioni che ho girato. Essere partecipi di un progetto ma con un sorriso. E poi per te che appunto devi salire sul palco, è importante sentirti in un ambiente particolare perché capisco la tua tensione nel momento in cui devi iniziare. Immagino i cinque minuti prima che devi salire sul palco. Tu sei giovane, ma credo anche che gli artisti più collaudati lo sentano…".


Sayf: "Penso che poi sia la spinta che ti fa fare effettivamente bene…".


Ranieri: "Anche i giocatori possono aver fatto 200-300 partite pure in Champions League, però devono avere quel qualcosa che li porta ad esprimersi al meglio. E così credo che sia anche per te".