Guai a smantellare: il Cagliari deve difendere il suo tesoro. Le tre sfide cruciali per trasformare il progetto in risultati

Guai a smantellare: il Cagliari deve difendere il suo tesoro. Le tre sfide cruciali per trasformare il progetto in risultati
Oggi alle 11:00Il punto
di Sergio Demuru
Continuità con Pisacane, fiducia nei giovani e mercato sostenibile: il Cagliari affida ad Accardi il compito di consolidare e far crescere il progetto.

di Sergio Demuru

C’è un momento preciso, nel calcio come nella vita, in cui la programmazione smette di essere una bella parola da conferenza stampa e deve trasformarsi in cemento armato.

Pisacane, continuità e identità: il Cagliari riparte dalle certezze

Per il Cagliari, quel momento è adesso. Archiviata l'ultima stagione, la società rossoblù ha tracciato la rotta e la parola d'ordine è una sola: continuità. Una continuità che ha un nome e un cognome ben precisi, quelli di Fabio Pisacane, confermato alla guida tecnica per dare seguito a un progetto identitario, affamato e profondamente legato ai valori della terra sarda.

Ma la conferma di un allenatore, da sola, non basta a garantire il successo. Ed è qui che entra in gioco il vero comandamento di questo mercato estivo: non bisogna far scappare i buoi dal recinto. Il pericolo principale di quando si lavora bene con i giovani e si naviga in acque di transizione è quello di diventare un supermercato per le “big”, italiane o estere che siano, o per club con tasche più profonde.

Blindare il gruppo per evitare di ripartire da zero

Il Cagliari non può e non deve permettersi di smantellare l'ossatura della squadra e ciò significa blindare quei “leader” silenziosi e quei talenti emergenti che quest'anno devono fare il definitivo salto di qualità. Perdere i pezzi adesso significherebbe resettare tutto, costringendo Pisacane a ripartire da zero, cancellando mesi di certosino lavoro tattico e psicologico.

La rosa va puntellata, non rivoluzionata. I senatori dovranno rimanere a fare da scudo e da guida, perché la spina dorsale di una squadra non si compra, ma si costruisce giorno per giorno, con etica e moralità.
 

Giovani protagonisti e Accardi regista del nuovo progetto

La vera benzina nel serbatoio del Cagliari, però, deve essere l'entusiasmo dei giovani. Fabio Pisacane ha dimostrato di non avere paura di lanciare i ragazzi, di saper dialogare con loro e, soprattutto, di saperne gestire i momenti no. Il progetto tecnico rossoblù deve rimettere al centro il coraggio: puntare di nuovo, con ancora più convinzione, sulla linea verde.

Non si tratta di una scelta di ripiego o di pura “spending review”, ma di una precisa filosofia sportiva. I giovani portano gamba, fame, spensieratezza e quella sana dose di incoscienza che serve a incendiare una “Unipol Domus” che anche nell’ultima stagione ha risposto “presente” con tutta una serie di “sold out” da fare invidia anche a piazze già consolidate nel panorama calcistico nazionale.

Con l’aggiunta di una guida tecnica che conosce l'ambiente come le sue tasche e sa cosa significa sputare sangue per quella maglia, i ragazzi hanno il miglior mentore possibile.

Se Pisacane è il braccio armato sul campo, la mente strategica dietro la scrivania è il nuovo Direttore Sportivo, Pietro Accardi. Arrivato in Sardegna con la fama di dirigente scaltro, con un occhio clinico per il talento futuribile e una capacità fuori dal comune nel gestire i bilanci senza perdere competitività, Accardi è l'uomo giusto al momento giusto.

Il suo compito è tanto chiaro quanto complesso: tessere una tela in cui l'esperienza si sposa con la gioventù, garantendo a Pisacane una rosa profonda e futuribile. Ci si aspetta da lui la capacità di resistere alle sirene di mercato per i giovani gioielli, di piazzare quegli esuberi che pesano sul monte ingaggi e di pescare, magari proprio in quel mercato dei giovani che conosce benissimo, i profili adatti al calcio verticale e d'intensità del mister.

Le tre sfide decisive per trasformare il progetto in risultati

Per far sì che questa programmazione si trasformi in un campionato di livello, il Cagliari dovrà vincere tre sfide cruciali. Per prima cosa creare “plusvalore” interno facendo crescere i ragazzi cresciuti nel vivaio o presi a cifre contenute, facendoli diventare i pilastri del domani. Poi le gestione, invero non semplice, delle pressioni: i giovani sono per natura altalenanti e la piazza dovrà saper aspettare e proteggere i suoi talenti nei momenti di flessione. Per finire proteggere l’alchimia del gruppo: il mix tra veterani e debuttanti dovrà rasentare la perfezione o, al limite, avvicinarsi ad essa. Chi resta deve trasmettere il "senso di appartenenza".

Il Cagliari si presenta ai blocchi di partenza con le idee chiare. La stalla è presidiata, la guida tecnica è solida e la regia è affidata a un uomo di calcio come Accardi. La sentenza definitiva dovrà essere testata dal terreno di gioco, fin dalle prime amichevoli che la squadra sosterrà a luglio, con la certezza che la via della giovinezza e della programmazione è l'unica sostenibile per sognare in grande.