Pisacane a Dazn: "Il calcio è una fabbrica di illusi, dobbiamo restare con i piedi per terra"

Pisacane a Dazn: "Il calcio è una fabbrica di illusi, dobbiamo restare con i piedi per terra"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca 2026
Ieri alle 23:30Interviste
di Vittorio Arba

Fabio Pisacane, tecnico del Cagliari, ha parlato ai microfoni di Dazn dopo la vittoria per 4-0 contro il Verona. Di seguito le sue dichiarazioni, sintetizzate da TuttoCagliari.net.

Partiamo un po' dai numeri: il Cagliari non vince tre gare consecutive da aprile 2021, è alla seconda gara consecutiva in casa… ma lei dopo il vantaggio ha avuto un po’ di paura?

"Penso che, al di là del punteggio largo, la squadra questa sera abbia fatto delle cose semplici, con ordine: questa è la cosa che mi soddisfa di più.
È una partita che – adesso posso dirlo – mi destava tante preoccupazioni, perché il Verona fuori casa ha spesso espresso un buon calcio, basta vedere il risultato di Napoli, di Firenze. Proprio per questo il piano gara oggi era quello di portarli in attratto medio per togliere la profondità.
Ormai è normale che, se vogliamo fare uno step nella mentalità, bisogna stare sempre sul pezzo e ovviamente mi premeva lasciare la porta inviolata".

È per questo che predica sempre cautela?

"Quello che dicevo una settimana fa a Firenze: questa squadra ha una metodologia dentro ben precisa. Poi è normale che, a seconda delle partite, devi essere anche bravo, avere l’umiltà di leggere la gara, leggere i momenti.
Oggi, quando il Verona è rimasto in dieci, è venuto fuori questo: è venuta fuori un’idea che stiamo portando avanti dall’11 luglio con una mobilità più incessante. È normale che il terzo uomo era il nostro obiettivo primario, però quello che volevo era di non forzare, perché sai meglio di me che poi queste partite basta una fiammella e dietro si stringe, no?
Per cui quello non volevo che la squadra facesse. Sono contento della gestione di quel momento ampio. Però, ripeto, abbiamo fatto una partita importante: il punteggio è largo, a mio avviso, però l’abbiamo fatto facendo cose semplici e pronte".

Mister, è chiaro tutti gli scongiuri del caso, ma questa è la serata in cui c’era timore… mette dentro un pezzettino di salvezza bello grosso?

"No, no, no, no. Questa è una vittoria che vale tre punti, tre punti importanti, che ci dà continuità.
Però la squadra avrà tre giorni e mezzo di stacco, perché è da 40 giorni che la squadra ha fatto solo due giorni liberi: se li sono meritati, perché giochiamo a Roma di lunedì. Però, come ho detto a loro, poi bisogna rimanere in campana, perché l’ho detto la settimana scorsa: la Serie A è infida, Luca ne sa qualcosa. Oggi vediamo la classifica da una prospettiva diversa, però sappiamo che non siamo diventati più forti: siamo cresciuti nella sofferenza, nella lotta, e dobbiamo continuare a martellare".

È per questo che poi Esposito l’ha abbracciata a fine partita? Ci ha detto: “Tre giorni e mezzo di riposo”, l’ha abbracciata ed è andata così, perché vi abbiamo visto chiacchierare…

"Con Esposito c’è addirittura una promessa, una promessa che manterrò, ma non è per la prossima settimana. Avevo detto al ragazzo che ogni punto era un giorno libero. Mi sono lasciato andare: dopo la Juve abbiamo fatto due vittorie, lui chiede sei giorni liberi ma… (ride, ndr)".

Lavorerà adesso più per contenere questo impeto, questo entusiasmo perché non vada oltre, o a continuare a giocare come state facendo, visto che sembrate divertirvi in campo? Qual è adesso la strategia?

"Ma la strategia è quella di sempre: riconoscere l’avversario, capire punti di forza e debolezza. Tu, Herna (riferendosi a Hernanes, ndr), ci hai commentato tantissime volte: quante volte mi hai fatto i complimenti e però a casa portavamo zero punti. L’ho fatto anche questa settimana: era la ferocia, da parte mia, far capire alla squadra che questa era una partita trappola, perché è una squadra che, comunque, in questa Serie A nessuno vuole mollare di un centimetro. Io continuerò a fare questo con un profilo bassissimo, ma non perché voglio fare il finto umile: perché, ripeto, il calcio è un attimo, è una fabbrica di illusi. Il calcio ti illude. Vale per noi allenatori, vale per i direttori, vale per gli stessi calciatori. Così come non ti devi deprimere nelle difficoltà, non ti devi esaltare nei successi. Se riusciamo a mantenere questo equilibrio, cresciamo nella mentalità e dopo allora possiamo fare ancora più vittorie".