Monastir, il nuovo logo divide i tifosi: Fuke difende la scelta e chiede fiducia

Monastir, il nuovo logo divide i tifosi: Fuke difende la scelta e chiede fiducia
Oggi alle 13:15Le altre sarde
di Giorgia Zuddas
Il nuovo logo del Monastir continua a far discutere. Dopo le polemiche sui social, il presidente Romi Fuke è intervenuto per spiegare le ragioni del restyling e chiedere fiducia nel progetto del club.

Il nuovo logo del Monastir continua a far discutere. La società di Serie D, che nei giorni scorsi ha presentato il restyling del proprio stemma nell'ambito di un progetto di rinnovamento dell'identità del club, è finita al centro di una vivace polemica sui social, dove una parte della tifoseria ha contestato l'eliminazione di alcuni simboli storici del paese.

Fuke: "Vi chiedo fiducia"

"Ritengo doveroso dire solo che chi cerca un confronto lo fa gentilmente e rispettosamente e con la propensione ad un dialogo costruttivo. Non via social, non denigrando o insultando il lavoro altrui, soprattutto se questo lavoro è fatto con i più nobili e positivi obiettivi. Il proseguire con questa modalità fatta solo di plateali manifestazioni denigratorie porta a chiusure e forse a strappi irricucibili. Per questo mi preme scrivere. Quando c'è stata la prima manifestazione di dissenso - avvenuta prima che la società presentasse al pubblico il logo - la società ha convocato il settore esplosivo per spiegare il cambio, prendendo atto delle motivazioni conservative esternate dai dissidenti, ma non ritenendole sufficienti rispetto all'intero progetto di sviluppo messo in piedi dalla società, ho deciso di procedere alla variazione. Se il confronto ora si riduce ad una mera contestazione solo per dimostrare chi è il più forte non ci sto. Mi spiace ma non è, ribadisco, il mio modo di fare. Sto investendo in questa società e in questo territorio perché spinto dell'affetto delle persone che ho conosciuto qui in questo club e in questa comunità. So quello che posso portare, e da imprenditore mi prendo oneri, onori, rischi e meriti di quello che faccio, ma devo poter fare. Fare significa poter tracciare un percorso di crescita, di visibilità del territorio, del Club, del brand Monastir, dentro e fuori Monastir, dentro e fuori Cagliari, dentro e fuori la Sardegna e chissà dentro e fuori l'Italia. Fare significa poter scegliere. Mi è stato detto che non ci si riconosce in Monastir per i simboli, come il Monte Zara o il torchio nuragico di Monastir non più presente nel logo... la mia idea è che il nome di Monastir diventi talmente famoso che ne possa giovare anche il turismo così che le persone possano venire a visitarli. È questione di prospettiva. Vedo il finale di questo progetto, l'obiettivo dove arrivare e quindi il percorso da intraprendere e di conseguenza il punto di partenza. Vi chiedo fiducia, non ve ne pentirete.... e comunque rimango aperto al confronto, quando gli animi torneranno sani e senza più queste manifestazioni distruttive per un intero club e quando sul tavolo si porteranno argomentazioni diverse da quelle rappresentate in questa denigratoria immagine".