Boi: "Basta spendere? I soldi puoi averli o meno, ma la chiave è la competenza"

Boi: "Basta spendere? I soldi puoi averli o meno, ma la chiave è la competenza"
Oggi alle 11:30News
di Giorgia Zuddas
Giuseppe Boi riflette sui social sul mercato del Cagliari, sostenendo che i risultati si costruiscono con competenza e programmazione, non soltanto con gli investimenti economici.

Il giornalista Giuseppe Boi, attraverso un post pubblicato sui propri canali social, ha condiviso una riflessione sul mercato del Cagliari e, più in generale, sul rapporto tra investimenti e risultati nel calcio. Di seguito il suo intervento.

Basta spendere?


"Basta spendere? Mi sono imbattuto in un accalorato youtuber che commentava il mercato con posizioni tanto critiche quanto romantiche. Mi ha strappato un sorriso - di simpatia, non di scherno - con frasi come "Maurizio Fiori e Prashant l’indiano, dove sono i soldi?" e "mettete sul piatto 200 milioni". Ma ha citato degli esempi: "A Bologna, a Bergamo e a Como si può fare, ovunque tranne che a Cagliari". E qui la legittima posizione del tifoso, che sogna il miliardario che spende e spande, entra in conflitto con ciò che insegnano queste squadre: per fare bene non basta spendere.
 

La scalata dai dilettanti alla Champions del Como è costata 328 mln (al netto dell'ultima stagione). I risultati sul campo sembrano conseguenza degli assegni a 6 zeri degli Hartono, ma è vero solo in parte. Ad eccezione dei 60 mln per Nico Paz, il Como ha fatto operazioni (tante) tra i 5 e i 15 mln e ha mantenuto un monte ingaggi non stratosferico (47 mln). Insomma, spese costanti ma non "pazze" grazie al lavoro del ds Ludi e di Fabregas. Una figura che oltre l'allenatore fa il direttore tecnico e senza la quale Paz sarebbe, forse, all'Inter mentre Liberali avrebbe detto sì al Milan. Il duo ds-dt è il segreto anche del Bologna. Prima del 2022 - arrivo di Sartori e promozione di Di Vaio - Saputo ha buttato 251,3 mln. Con i due dirigenti, è arrivato all'utile nel 24-25 e a giocare la Champions e l'Europa league. Come? Con la competenza di chi sa vendere bene - 36,5 per Zirkzee e 40 per Calafiori - e reinvestire. Vale a dire ciò che ha reso grande l'Atalanta. Si parla spesso dell'importanza (innegabile) della primavera, ma dietro il miracolo c'è il player trading (e il nuovo stadio). In questo caso i protagonisti sono Gasperini e il già citato Sartori prima e D'Amico poi. Ossia direttori sportivi top e un allenatore che, oltre che bravo, sa fare il dt. Insomma i soldi puoi averli o meno, ma la chiave è la competenza. Come quella di Angelozzi e Accardi. Li avrei visti bene in coppia nei ruoli di ds (il secondo) e dt (il primo). Così non è stato, ma la strada da intraprendere è quella: professionisti seri nei posti di comando".