Boi: "Il Cagliari sembra avere una buona organizzazione difensiva, ma restano le incognite in avanti"
Il giornalista Giuseppe Boi, attraverso un post sui propri canali social, ha analizzato la prestazione del Cagliari nella sfida di Coppa Italia contro l'Arezzo, terminata 1-0 grazie al rigore trasformato da Alessandro Deiola. Nel suo intervento ha evidenziato le certezze emerse dalla gara, ma anche le incognite ancora presenti nella squadra di Fabio Pisacane, soprattutto in attacco. Di seguito quanto pubblicato:
"INCOGNITE? Uno a zero con gol di Deiola - su rigore battuto due volte - e la prima partita ufficiale della stagione va in archivio. Si giocava per la Coppa Italia, ma la partita con l’Arezzo (avviso alla serie B: attenti alla neopromossa) è pur sempre un test precampionato. E ha dato indicazioni in linea con quanto già visto: il Cagliari sembra avere una buona organizzazione difensiva, mostra segnali di crescita importanti a centrocampo mentre continuano le incognite in avanti. Caprile, Ze Pedro, Rodriguez e Obert sono certezze di questo Cagliari. Alla Domus hanno confermato le qualità individuali e la compattezza di reparto. Difesa in cui sembra aver trovato un possibile porto sicuro Deiola: dopo i primi 10 minuti un po’ così, il capitano ha preso le misure e mostrato di poter dire la sua da centrale, garantendo anche un sostegno a centrocampo in fase di impostazione della manovra.
Centrocampo che Pisacane ha affidato chiavi in mano a Winks. Ancora in ritardo atletico e in attesa di test più probanti, l’inglese è il metronomo della squadra: l’uomo di equilibrio che arretra a fare il quinto in difesa, che fa partire la manovra dal basso, che alza o abbassa il baricentro della squadra. A fianco a lui lo “scudiero” Romano che, al netto del rischio di pagare lo scotto del salto di categoria, si candida a un ruolo di primo piano. Fin qui le note liete, ma non tutta l’orchestra di Pisacane esegue lo spartito allo stesso modo. Quando si passa dalla fase difensiva a quella offensiva emergono le lacune. Adopo è encomiabile quando c’è da fare legna, meno quando si tratta di dettare l’ultimo passaggio o concludere verso la rete. Fazzini è a perfetto agio quando dialoga con Winks e Romano, molto meno quando i suoi interlocutori sono Treppy e Mendy, con tanti margini di crescita ma ancora acerbi, o Borrelli, in ritardo atletico. Meglio, molto meglio, quando è entrato Maldini (interessanti, anche se in un altro contesto, anche Prati e Kofler). L’ex Atalanta mostra da subito qualità tecniche e tattiche. La speranza è che Kevin Carlos sia all’altezza del compito, ma al momento è un’incognita e il Cagliari sembra incompleto".
