Borghi: "Mazzitelli, gol tra i più belli del campionato. Cagliari, premio meritato, ma..."

Borghi: "Mazzitelli, gol tra i più belli del campionato. Cagliari, premio meritato, ma..."TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 21:00News
di Vittorio Arba

Tramite un video postato sul proprio canale YouTube, il giornalista Stefano Borghi ha fatto il punto della situazione in casa Cagliari, con i rossoblù reduci dal successo di ieri sera contro la Juventus. Di seguito le parole del telecronista Sky Sport, sintetizzate da TuttoCagliari.net: "Abbiamo avuto un sabato di Serie A dalle tinte piuttosto forti, perché erano impegnate tre squadre big, tre squadre di vertice. L’Inter, che continua la sua marcia lì davanti, ha vinto a Udine. Adesso vedremo come, però ancora una volta ha piazzato un allungo alzando ulteriormente la quota scudetto. Il Napoli si è ripreso battendo il Sassuolo con sofferenza, ancora con il dolore degli infortuni, ma il risultato assolutamente sorprendente è stata la caduta della Juventus a Cagliari. Juventus che era attesa all’ultima vera dimostrazione di essere una squadra che ha svoltato, in attesa di questo trittico che adesso assume contorni ancor più esigenti, ancor più complicati: Benfica, Napoli, Monaco, per chiudere il discorso Champions e per chiarire anche il discorso campionato. Ecco che questo KO in Sardegna cambia un pochino le carte in tavola, anche se questa è un’altra partita da analizzare e su cui ragionare. Perché poi il risultato è stato negativo, la prestazione direi molto meno, però il problema della Juventus è quello dei risultati, per il pregresso che ha, per il ritardo che ha accumulato. Allora anche questo può essere sì un incidente di percorso, ma è un incidente che va a inficiare le possibilità della Juventus, quantomeno di sognare la lotta scudetto. Perché adesso i punti di distacco dall’Inter sono veramente 10 e poi ci sono i contraccolpi psicologici per questa serie di tre partite che adesso diventano veramente pesanti e importanti per i destini della Juve. La Juventus non l’ha sbloccata e addirittura l’ha persa. L’“addirittura” lo metto perché dal punto di vista della prestazione, della produzione, alla Juventus sarebbe stato stretto un pari. Grande merito a un Cagliari che è arrivato a questo impegno con una grandissima preparazione, ancora una volta fatta da Pisacane, e determinazione feroce a provare a giocarsi al massimo le proprie carte. Poi ha preso il premio, generoso ma comunque il premio della vittoria. Una vittoria che è arrivata con un gol incredibile di Mazzitelli, incredibile per la qualità della conclusione, perché dal punto di vista del gesto tecnico, della grandezza dell’esecuzione di Mazzitelli, questo è uno dei gol più belli del campionato. Poi però è una vittoria che è figlia anche di un allineamento di pianeti che è stato nettamente favorevole al Cagliari e nettamente sfavorevole alla Juventus. Perché in questa punizione c’è sì la giocata straordinaria di Mazzitelli, che non è nuovissimo a giocate straordinarie, però non è un bomber che trova questo tipo di stoccate con grande continuità. C’è una punizione battuta da Gaetano che, per me, nelle intenzioni doveva essere qualcosa di diverso. Una punizione che è uscita un po’ strozzata, un po’ corta, ed è diventata ideale per quel tipo di girata. C’è il sistema difensivo della Juventus su queste situazioni che prevede una linea piuttosto bassa per andare in avanti ad attaccare il pallone che arriva, e che di fatto ha permesso a Mazzitelli di avere quella zona a disposizione per girare il pallone alle spalle di Perin. Tutti i fattori si sono combinati favorevolmente al Cagliari, mentre nella partita della Juventus, una partita che ha visto la Juve tirare 18 calci d’angolo, calciare più di 20 volte verso la porta di Caprile, produrre veramente tanto, gli episodi favorevoli non ci sono mai stati  Pensate anche solo al palo di Yildiz con deviazione di Mina, che poteva essere l’1-1 quando mancavano ancora 7 minuti più recupero alla fine della partita. Per cui questo è un risultato che si commenta negativamente perché non arrivano punti e perché arriva una sconfitta, un’altra sconfitta in un momento in cui la Juventus non se lo poteva proprio permettere. Però la prestazione c’è stata, specialmente nel primo tempo, anche nel secondo, perché la produzione è stata continuata. Nel primo tempo la Juventus stava dando continuità ai discorsi di svolta sul piano della qualità del gioco, della continuità di manovra che avevamo fatto dopo il 5-0 sulla Cremonese. Perché la Juve ancora una volta ha approcciato la partita con convinzione, ha prodotto tanto, funzionava anche dal punto di vista della qualità del gioco contro un Cagliari molto ben schierato da Pisacane. Un Cagliari estremamente compatto, un Cagliari che è andato a intasare la propria zona centrale anche con questa trovata di Gaetano non come vertice alto ma come vertice basso del triangolo di centrocampo.

Io l’ho chiesto a Pisacane dopo la partita: l’idea era quella di metterlo lì perché è una cosa che lui sa fare, ma anche per avere la possibilità di avere un minimo di palleggio e di proposta. Invece poi la prestazione grande di Gaetano è stata senza palla, perché ha chiuso veramente tante linee di comunicazione alla Juventus, che però nel primo tempo le trovava anche bene. Perché Miretti, schierato sotto punta, è stato costantemente pericoloso. C’era stato anche l’episodio del calcio di rigore fischiato in campo da Massa e poi giustamente tolto dopo un filter review, perché lì Mazzitelli mette il piede fra quello di Miretti che carica il tiro e il pallone, per cui l’impatto è causato da Miretti che colpisce il piede di Mazzitelli e quello non può mai essere rigore. Miretti è stato pericoloso, ha tirato, Caprile ha parato su di lui. A me è piaciuto anche David per la qualità della sua prova: ha sbagliato veramente poco dal punto di vista dei raccordi, della pulizia di controllo, dello smistamento. Poi non è mai stato pericoloso, però il suo apporto al gioco c’è stato. Yildiz ha fatto un’altra partita straordinaria per tutti i 90 minuti. La continuità di iniziativa, la grandezza tecnica dei lavori anche nello stretto del classe 2005 turco è qualcosa che cresce sempre più e che tocca vette molto alte dal punto di vista della prestazione individuale calcistica. Yildiz è stato per distacco il migliore in campo. È stato sfortunato a non concretizzare, però anche lui ha fatto bene. Forse ha partecipato un po’ meno, parlando di undici iniziale, rispetto al solito McKennie: non ha trovato quei suoi inserimenti improvvisi, non ha trovato quei suoi tagli, non ha trovato la sua capacità di scompaginare lo spartito, ma questo davvero per merito di un Cagliari che si è difeso con ordine, compattezza e concentrazione impeccabili. È mancato probabilmente ancora una volta Koopmeiners, schierato in questo caso come centrocampista puro al fianco di Locatelli in questo sistema che ricalcava un po’ le dinamiche dell’undici iniziale presentato contro la Cremonese. Io l’ho definito un 4-4-2 totalmente asimmetrico e rimango convinto di questo. Le cose stavano funzionando, hanno funzionato magari un po’ meno nell’ultima mezz’ora, quando la Juve ha reagito, ha anche creato, si è riversata in avanti anche attraverso le sostituzioni di Spalletti, che ha chiuso con il massimo potenziale offensivo possibile in campo. Lì si è creata un po’ di confusione, un arrembaggio un po’ troppo arruffato. Nessuno dei giocatori entrati dalla panchina ha fatto bene: non Openda, non Conceicao, non Zhegrova, che ha anche perso qualche pallone. L’interpretazione è stata un po’ troppo frenetica e confusionaria. Ripeto: la Juventus, dal punto di vista della produzione, poteva fare poco di più. Il problema è il pregresso. I cinque punti lasciati per le prestazioni contro Lecce e Cagliari sono quelli che fanno la differenza fra le possibilità reali e i sogni che stanno sfumando. Dieci punti dall’Inter sono tanti, tantissimi da colmare. Può succedere di tutto, ma oggi la Juventus guarda la classifica con fastidio e delusione, perché nel giro di un paio d’ore siamo passati da una Juve col petto gonfio a una Juve che stasera potrebbe essere fuori dalle prime quattro".