Bruno Corda: “Cagliari, il punto di Bologna vale la salvezza. Ma su Kılıçsoy la società deve spiegare”
Nel corso della sua trasmissione Rossoblù 100, il giornalista Bruno Corda ha commentato il pari del Cagliari contro il Bologna di ieri pomeriggio. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net: “Bologna-Cagliari possiamo ridefinirla una partita di fine stagione. Il Cagliari era naturalmente più motivato per cercare una vittoria che garantisse quello che, a mio giudizio, era già garantito. Con questo pareggio si va a quota 37 e, fino a questo momento, vince Gigi Piras, perché lui indicava proprio 37 come quota salvezza, mentre io avevo indicato 35. Il punto di Bologna, sommato ai tre con l’Atalanta e alla vittoria contro la Cremonese, è determinante: eravamo fermi a quota 30 e tutto nasce proprio dalla vittoria contro la Cremonese, perché lì il Cagliari ha praticamente abbandonato il ruolo di ultimo incomodo nella lotta per non retrocedere. Non è stata una partita esaltante, è stata la classica partita di fine stagione, con il Cagliari certamente più motivato. Pisacane ha messo il pullman anche contro un Bologna bollito, senza capo né coda, ma quando sono entrati Orsolini e Castro ho avuto paura, perché il Bologna ha cambiato marcia. In quel momento, secondo me, Pisacane è stato bravo: con la difesa a uomo il Cagliari li ha fermati e controllati meglio. Su Kılıçsoy sarebbe giusto che la società spiegasse veramente cosa è successo: si raccontano tante cose, che è grasso, che è stato visto al ristorante, che beve birra, ma queste sono leggende. Una società dovrebbe chiarire perché questo ragazzo non gioca. Ha fatto quattro partite e ha contribuito alla salvezza del Cagliari. A vent’anni la società ti deve seguire, ti deve educare, ti deve incoraggiare.
Un ragazzo che arriva da un altro mondo lo devi motivare e aiutare. Non puoi presentarlo con tutti gli onori, quasi fosse il Messia del calcio, e poi fargli fare quattro mesi di panchina o ingressi da sette minuti. Poi diventa titolare perché era l’unica scelta possibile e segna quei gol meravigliosi che abbiamo ancora negli occhi. Il calcio, comunque, dovrebbe essere uno spettacolo, qualcosa per distrarsi e godere. Il calcio senza emozione non è più calcio. È inutile parlare solo di numeri, statistiche, passaggi e minuti: il calcio deve essere emozione. E poi una cosa voglio dirla: forza Cagliari, una volta per tutte. Cagliari è la squadra che ha vinto lo scudetto, è il nome che ha portato in alto la città e la Sardegna. Casteddu è un pezzettino della storia della vecchia Cagliari, ma non c’entra niente con il Cagliari Calcio. Il Cagliari deve restare Cagliari".