Cadeddu: “Pisacane pratico e oltre le etichette: ‘Gli applausi non portano punti’. E sul mercato: ‘Kilicsoy può valere 30-40 milioni’”

Cadeddu: “Pisacane pratico e oltre le etichette: ‘Gli applausi non portano punti’. E sul mercato: ‘Kilicsoy può valere 30-40 milioni’”TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 20:30News
di Vittorio Arba

Nel commentare Parma-Cagliari ai microfoni di Videolina Sport, Sergio Cadeddu parte dall’episodio che ha generato l’1-1, ma allarga subito il discorso al tema più ampio: la pressione sugli allenatori giovani e la necessità di restare concreti, senza inseguire “integralismi” o mode. Nel suo ragionamento entrano anche la gestione del gruppo, il lavoro di Angelozzi sulle scommesse di mercato e la prospettiva economica legata ai profili con maggiore potenziale. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net: “Il pareggio è arrivato un po’ per caso, perché il Cagliari alla fine aveva la possibilità di portare a casa i tre punti. Un’ingenuità – forse anche figlia dell’età giovane della squadra, che ancora permette qualche disattenzione – ha portato all’1-1 del Parma: un episodio casuale, un doppio rimpallo favorevole e l’ex immancabile che punisce. Sul ‘mirino’ degli allenatori giovani: probabilmente se lo sentono addosso. Parliamo di due allenatori giovani e di due squadre molto giovani: Cagliari e Parma avevano poco più di 22 anni di media, le due squadre più giovani della Serie A. Questo comporta verve ed esuberanza, ma anche qualche errore perché l’inesperienza è realtà. Però credo che si stiano comportando molto bene e che Pisacane stia facendo anche più di quanto fosse lecito sperare. Il punto che hanno in comune è apprezzabile: non stanno cercando di fare i filosofi a tutti i costi.

Spesso gli allenatori giovani vogliono emulare Guardiola, essere integralisti, lasciare un segno. Invece si stanno rivelando allenatori pratici. Quando Pisacane dice: ‘Gli applausi non portano punti e io devo far punti perché la mia squadra si deve salvare’, sta dicendo esattamente quello che bisogna pensare, in base all’obiettivo e alla realtà in cui ti trovi. E poi: il mirino ce l’hai sempre, ma partire con lo scetticismo generale e ritrovarsi con più punti rispetto alle ultime stagioni significa tanto. La mano di Pisacane, secondo me, si vede soprattutto nella gestione del gruppo: la leadership non è mai stata messa in discussione e le emergenze vere sono state pochissime. Sul progetto si deve apprezzare il lavoro di Angelozzi: un’inversione di tendenza, con scommesse consapevoli come Palestra e altre scelte azzeccate. Infine, in prospettiva, un nome che può portare soldi è Kilicsoy: prima va riscattato e deve continuare a segnare, ma può diventare un giocatore da 30-40 milioni. Sa giocare a pallone, lo vedi dalle piccole cose e dalla protezione della palla: è difficile che si perda. Nelle ultime settimane gli è mancato un po’ il killer instinct, ma spesso è stato lasciato molto lontano dal compagno più vicino a gestirsi mezza metà campo da solo: non è facile, e non è sempre la metà campo del Torino… ogni tanto gli altri corrono”.