Cagliari, Pisano e il ritorno in rossoblù: "La possibilità di far crescere i ragazzi è motivo di grande orgoglio"
Il legame tra Francesco Pisano e il Cagliari continua, ma oggi si traduce in una nuova missione: accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita e aiutarli a prepararsi al calcio dei grandi. In un’intervista a GianlucaDiMarzio.com, ha raccontato l’entusiasmo per questa nuova avventura e il significato speciale di poter contribuire alla crescita dei talenti del club.
"Non è solo la squadra della mia città, è una società che ha rappresentato tanto nella mia carriera e alla quale sono tanto legato".
Parole che raccontano un rapporto mai interrotto. Dopo aver allenato l’Under 18 e la Primavera fino allo scorso marzo, Pisano ha assunto un nuovo incarico come collaboratore tecnico per i reparti difensivi delle giovanili, dando inizio al suo terzo capitolo in rossoblù, con un obiettivo chiaro:
"Cercare di capire i calciatori, aiutarli a riconoscere le situazioni che si possono presentare in campo: ricoprire questo ruolo mi dà grandissimo entusiasmo".
Una responsabilità che richiede attenzione quotidiana e un approccio diverso rispetto alla gestione complessiva di una squadra. Pisano ha spiegato come il lavoro specialistico consenta di approfondire aspetti che, durante la normale attività di allenamento, potrebbero ricevere meno attenzione.
"Quando alleni una squadra devi occuparti di diversi aspetti, dalla gestione del gruppo all’organizzazione collettiva. In questo ruolo, invece, puoi concentrarti maggiormente sui particolari e supportare gli staff anche in quegli aspetti che rischiano di passare in secondo piano, dovendo gestire tante altre cose. Oltre a far capire l’importanza di rappresentare questa maglia, posso trasmettere loro la serietà, il sacrificio, la costanza e il fatto di non voler mai smettere di imparare. Altrimenti significa interrompere la propria crescita".
Il passato da professionista rappresenta un patrimonio importante, ma non garantisce automaticamente la capacità di insegnare. Pisano insiste sulla necessità di studiare e confrontarsi con metodologie nuove, adattando il proprio bagaglio di conoscenze alle esigenze dei giovani.
"Chi ha vissuto il campo da professionista ha delle conoscenze che possono essere utili, anche se il fatto di essere stato calciatore non significa automaticamente saperle trasmettere. È importante studiare, aggiornarsi e applicare metodologie moderne rispetto a quelle che utilizzavamo noi in passato".
Una convinzione condivisa anche da altri ex protagonisti della Serie A che hanno intrapreso percorsi da collaboratori tecnici nei settori giovanili. Tra questi c’è Robert Acquafresca, tornato al Cagliari insieme a Pisano: i due si sono ritrovati a distanza di quindici anni dalla loro precedente esperienza in Sardegna.
Il rapporto costruito da compagni di squadra rappresenta oggi un valore aggiunto nel lavoro quotidiano.
"Con Robert c’è tanta sintonia: il fatto di essere stati compagni di squadra ci aiuta. Ci confrontiamo tutti i giorni sotto ogni aspetto, è una grande fortuna lavorare con lui, e lui sta facendo capire agli attaccanti certe cose che in carriera ha sviluppato sicuramente più di me".
Dal debutto in Serie A al sogno dei giovani rossoblù
Il percorso di Pisano è cominciato molto presto. Il 26 settembre 2004, a diciotto anni, arrivò il debutto in Serie A: un momento che oggi gli permette di riconoscersi nelle ambizioni dei ragazzi che segue durante gli allenamenti. La passione è rimasta, anche se è cambiato il modo di viverla. Adesso la soddisfazione passa dalla possibilità di contribuire alla crescita dei giovani e di accompagnarli verso il traguardo della prima squadra.
"Mi rivedo in tutti per la voglia di arrivare in prima squadra. Penso sia il sogno di tutti questi ragazzi così come era stato per me".
Il filo che unisce il passato e il presente è ancora una volta quello rossoblù. Pisano non nasconde le proprie ambizioni, ma preferisce concentrarsi sul lavoro quotidiano e sulle opportunità offerte dall’incarico attuale.
"Sono ambizioso, avere obiettivi nella vita aiuta a crescere, ma do valore al presente. Sono contento del ruolo che ricopro, mi dà grandissimo entusiasmo e la possibilità di far crescere i ragazzi è motivo di grande orgoglio. Prendo questa nuova avventura per poter migliorare, poi in futuro non si sa mai".
