Luciano De Paola: "Cagliari, Pisacane ha preparato benissimo la partita. Sul 2-2 bisognava mettere il pullman davanti alla porta"
Intervenuto nel corso della trasmissione Club Rossoblù 100, condotta da Bruno Corda su Telesardegna, Luciano De Paola ha analizzato il ko subito dal Cagliari sul campo della Roma, con i rossoblù sconfitti per 4-2. Le parole dell'ex centrocampista rossoblù, sintetizzate da TuttoCagliari.net: "Ho visto una bella partita, un Cagliari che ha giocato bene e soprattutto penso che Pisacane l'abbia impostata molto bene sulle ripartenze. Ne ho contate sette o otto veramente importanti. Peccato perché il portiere della Roma era in grandissima giornata e ha fatto quattro o cinque parate incredibili. È difficile andare all'Olimpico, fare una partita di questo tipo e poi tornare a casa avendo subito quattro gol. Il problema è che quando arrivi sul 2-2 a cinque o sei minuti dalla fine devi compattarti e cercare di portare a casa il pareggio, perché sarebbe stato un risultato eccezionale. Quando pareggi una partita del genere all'Olimpico e mancano otto minuti, devi mettere il pullman davanti alla porta. Il calcio è fatto di attenzione. Non può succedere che un giocatore basso riesca a saltare da solo e a segnare di testa in area. Oggi il problema è che non si marca più come si faceva negli anni Novanta. Una volta i difensori facevano i difensori, sentivano l'uomo, lo marcavano stretto e non gli lasciavano spazio. Adesso le marcature sono molto più larghe perché si pensa soprattutto a giocare. Per quanto riguarda le scelte iniziali, secondo me Pisacane ha fatto bene anche a lasciare fuori Maldini. Ha deciso di partire con Nzola e Fadera e sono stati due giocatori che, con caratteristiche diverse, hanno messo in difficoltà la fase difensiva della Roma. Fadera è rapido, veloce e nell'uno contro uno può creare problemi. Nzola ha tenuto il pallone, ha fatto salire la squadra e ha dato una mano importante. A me la prestazione del Cagliari è piaciuta molto. La cosa preoccupante è aver subito dieci gol in tre partite. Su questo bisogna lavorare, perché il centrocampo deve filtrare maggiormente e aiutare i difensori. Se giochi con questo atteggiamento offensivo, rischi di dover segnare sempre un gol più degli avversari.
Sul caso Fazzini, devo dire che a me quel ragazzo piace molto. È un trequartista con qualità e piedi buoni. Però noi non vediamo gli allenamenti e non sappiamo quali siano le valutazioni dell'allenatore. Pisacane lo vede tutti i giorni e può avere delle ragioni per preferirgli altri giocatori. Resta il fatto che Fazzini è un elemento interessante che può dare una grande mano al Cagliari. Per quanto riguarda gli attaccanti, bisogna anche essere realisti. Maldini è una seconda punta, ama partire da dietro e arrivare in zona gol. Mendy è un giocatore che conosco, l'ho seguito anche quando era a Mantova: non credo sia un attaccante da dodici o tredici gol a stagione. Sono giocatori che possono alternarsi, così come Nzola, ma probabilmente non hanno nelle corde la doppia cifra. Pisacane deve quindi lavorare anche sui gol dei centrocampisti e dei difensori, sulle palle inattive e sugli inserimenti. Contro la Lazio potrebbe essere una partita simile a quella contro la Roma. La squadra di Gattuso attacca alta, ha giocatori di qualità e lascia degli spazi. Se il Cagliari riesce ad aspettare e ripartire, può fare male. Però deve esserci maggiore attenzione difensiva, perché la Lazio è una squadra che in qualsiasi momento può segnarti un gol. Voglio chiudere con una riflessione sui leader. Gli allenatori di una volta i leader non li lasciavano mai fuori, a meno che non fossero veramente impossibilitati a giocare. Mi ricordo che a Cosenza avevo la febbre alta, non mi ero allenato per giorni e Ranieri mi disse che dovevo comunque andare in campo. Perché i leader sono quelli che comandano, che guidano i compagni e che determinano. Una squadra ha bisogno di queste figure anche nei momenti difficili".
