Ferri: "Mi ricordo un anno in cui Trapattoni andò a Cagliari e venne mandato via poco dopo"
L'ex giocatore Giacomo Ferri ieri è intervenuto ai microfoni di TMW Radio e ha fatto il punto della situazione in casa Torino. In particolare, si è soffermato sul futuro di D'Aversa, attuale tecnico dei granata, che lui vorrebbe vedere sulla panchina del Toro anche il prossimo anno. Per questo motivo, ha citato una serie di esempi, tracciando anche una panoramica delle decisioni prese sugli allenatori tra presente e passato.
Le parole di Giacomo Ferri
"Fosse per me sì. Io non sono Cairo, ma da quando è arrivato ha cambiato il Torino, nonostante non fosse in grandissime condizioni. Era in una classifica non bella, aveva tutti contro la società e si è portato dietro il pubblico. Ad oggi ha gli stessi punti dello scorso anno il Toro, io da tifoso devo dire che lo riconfermerei. E' chiaro che ha bisogno di un aiuto dal mercato l'anno prossimo. Il Torino merita una squadra più forte e organizzata. De Rossi? A me piace il suo modo di porsi, la sua comunicazione, il suo modo di allenare. Se io prendo un allenatore che fa giocare bene la sua squadra, con certi interpreti, poi lo prendi al Torino ma gli lasci questi interpreti, De Rossi può giocare come col Genoa? Ogni squadra ha i giocatori. Mi ricordo un anno che Trapattoni, che aveva vinto ovunque, andò a Cagliari ed è stato mandato via dopo poco. Perché? I giocatori del Cagliari non erano al livello di quelli di Inter e Juve. Ci sono dei livelli. Chivu ha fatto bene all'Inter ma dietro ha una macchina dirigenziale di livello, cosa che le altre non hanno, chi per un motivo, chi per un altro".
