Giulini: "Pisacane persona perbene, astuta e arguta, speriamo di far sognare a lungo i nostri tifosi. Maldini talento pazzesco. Romano arriverà lontano. Caprile tra i portieri italiani più forti"
Il Cagliari si gode un avvio di campionato da protagonista, con il quarto posto in classifica, quattro vittorie nelle prime cinque giornate e una squadra capace di sorprendere per risultati e solidità. Del momento dei rossoblù ha parlato il presidente Tommaso Giulini, intervenuto ai microfoni di Radio Anch'io Sport. Il numero uno del club sardo ha affrontato diversi temi: dalla partenza della squadra di Fabio Pisacane e il suggestivo confronto con il Cagliari dello scudetto, fino ai singoli, con particolare attenzione a Daniel Maldini, Alessandro Romano ed Elia Caprile. Spazio anche agli obiettivi stagionali e alle prospettive della squadra dopo questo brillante inizio. TuttoCagliari.net ha sintetizzato il suo intervento:
Buongiorno presidente.
«Buongiorno, buongiorno a tutti.»
Grazie per aver accettato il nostro invito di buon'ora. Senta, allora lei è molto giovane, non era ancora nato nel '70 quando il Cagliari vinse lo scudetto. Però avete esattamente gli stessi punti, la stessa partenza di quell'anno magico, l'ormai lontanissimo 1970. È chiaro che insomma le situazioni sono diverse, Gigi Riva non c'è più, ma che cosa ci può dire? C'è euforia in questo momento a Cagliari?
«Ringrazio per il molto giovane, intanto. Non scomoderei gli eroi dello scudetto. Abbiamo sicuramente iniziato bene questo campionato, c'è una grande compattezza come c'era sicuramente in quella in quella mitica squadra. Ci manca tremendamente un Gigi Riva, ma se no siamo chiaramente contenti ed è bello lavorare con una pausa quest'anno di tre settimane essendo nei primi posti della classifica».
Presidente, non avrete forse un Gigi Riva, però avete un collettivo enormemente interessante con alcune punte e poi magari ci arriveremo perché poi alcune convocazioni di Mancini, insomma, sono interessanti sotto questo punto di vista. Però io partirei dall'artefice, dal condottiero Pisacane. Lei è a Cagliari insomma da oltre un decennio, lo ha avuto in squadra come calciatore per quasi sei stagioni, poi ha fatto una bella trafila — ovviamente faccio il resoconto per chi ci ascolta, cose che lei sa perfettamente — come allenatore, come collaboratore, ha vinto la Coppa Italia con la Primavera. Quindi due considerazioni: intanto cosa rivede nel Pisacane allenatore di oggi del calciatore che lei ha conosciuto benissimo; e la seconda riflessione è la continuità, questa sconosciuta nel mondo del calcio, perché lei è un presidente e sa che molti suoi colleghi vogliono tutto e subito. Far invece, come dire, crescere, seminare e poi raccogliere può essere un'attività piena di senso in questo sport.
«Ma ho avuto la fortuna di conoscere Fabio da tantissimi anni, l'ho conosciuto prima da calciatore e chiaramente prima di ogni cosa ne apprezzo le qualità dell'uomo. Prima di tutto è una persona perbene e questa è la cosa più importante, ancora di più in questo mondo. Poi è un uomo astuto, arguto, ha sempre sete di conoscenza. Si è fatto mattoncino dopo mattoncino in questi anni, prima con la Primavera, poi con la prima squadra. Insomma, francamente mi aspettavo che prima o poi ci potesse essere, ma come c'era già stato con la vittoria della Coppa Italia Primavera a Milano, un picco. Adesso dovremo essere bravi, entriamo in una nuova fase, la fase in cui dobbiamo essere bravi a gestire questa nuova situazione. Credo, come dicevo prima, è un gruppo compatto, è un gruppo umile e quindi spero che riusciremo a lungo a far sognare i nostri tifosi o perlomeno a rimanere a rimanere in una posizione di classifica, come abbiamo sempre detto quest'anno, che vorrebbe essere migliore di quella dell'anno scorso».
Senta presidente Giulini, quando arriva l'annata giusta, no? Ci sono anche le famose alchimie che si dice riescono perfettamente e vanno ad incastrarsi. Un'alchimia giusta di quest'anno sembra quella di Daniel Maldini che, dopo aver girovagato in diverse società, è arrivato ed è approdato a Cagliari. Convinto da lei, perché no? Mi risulta che sia stato un lungo corteggiamento da parte sua: 'Vieni a Cagliari e vedrai che è il posto giusto per rilanciarti'. È stato così?
«Lo seguivamo da parecchi anni. Noi prima avevamo una fortissima collaborazione con la città e con la squadra di Olbia, purtroppo quest'anno non son riusciti a iscriversi. Già all'epoca, quando l'Olbia giocava in Lega Pro, avevamo provato, ancor prima che lui iniziasse in Serie A, a provare a prenderlo in prestito ad Olbia. Quindi sono anni che lo seguiamo e anni che sappiamo che è un talento è un grande è un talento pazzesco, ma che magari ancora non era non era riuscito a esprimersi al meglio. Quindi oggi la nostra sfida, la nostra e la sua quest'anno, è cercare di fare quello step che in questi anni ancora ancora non era riuscito a fare. Siamo convinti che che ce la possa fare. Ci siamo trovati quest'estate in una situazione un po' antipatica con un nostro calciatore che che riteneva di di non guadagnare a sufficienza per la maglia del Cagliari e per giocare nel Cagliari e direi che l'abbiamo ottimamente sostituito con Maldini».
È inevitabile chiederle, presidente, rispetto alla vicenda extra campo, questo incidente che lo ha riguardato nei giorni precedenti, poi è stato molto da copertina come scriveva la Gazzetta perché poi è arrivata la convocazione e il gol. Dal vostro punto di vista la questione è chiusa e chiarita? La posizione ufficiale della società resta, immagino, quella delle primissime ore della settimana scorsa?
«Ma sì, la posizione resta quella del genitore, ovviamente. Quando quando si esce a bere qualcosa è sempre meglio uscire non con la macchina, insomma è poco ma sicuro».
O prendere un taxi o farsi accompagnare, eh! Questo lo diciamo anche a chi ci ascolta, è giusto.
«Esattamente».
Senta, l'altro grande talento è Alessandro Romano, no? Convocato in Nazionale da Mancini. Che cosa ci può dire su di lui?
«Anche lui è un ragazzo che seguivamo da tempo. Abbiamo abbiamo affrontato spesso con la Primavera quando era la Primavera della Roma, ovviamente».
In prestito, no? Dalla Roma.
«Eh no, quest'anno siamo riusciti a comprarlo, e quindi questo chiaramente per noi è ancora un è ancora più importante. E per fortuna anche su Maldini abbiamo un diritto di riscatto. Comunque sono due sono due ragazzi giovani nei quali crediamo molto. Chiaramente Alessandro è ancora più giovane, ma - non è una bella parola -, ma è un tutto quello che si chiama nel calcio un tuttocampista. Un giocatore che è veramente capace di giocare in ogni ruolo del centrocampo, estremamente dinamico, e poi è un ragazzo che ha le idee chiare, sa quello che vuole. Credo che riuscirà ad arrivare lontano e sono contento che che il nostro commissario tecnico gli abbia dato la possibilità di giocare con la maglia italiana e che lui l'abbia scelta».
Eh, quando si fanno giocare i 2006, eh, molto spesso i risultati arrivano. E poi sì, appunto, la scelta di Alessandro Romano che aveva fatto, come dire, le selezioni giovanili con la Svizzera e adesso abbraccerà l'azzurro. Presidente, Romano lo scopriamo, gli appassionati lo scoprono in questi giorni; Maldini, il nome è nella storia del nostro calcio; Elia Caprile lo conosciamo benissimo perché con le sue parate avete costruito una salvezza lo scorso anno e quest'anno chissà. Lungi da noi la polemica: lui non è stato convocato, ma è un portiere da Nazionale. E poi, contratto fino al '29, le chiedo in sintesi se teme sirene anche straniere per un portiere di enorme livello.
«Mi aspettavo qualcosa di molto importante già quest'estate, c'è stato qualche interessamento ma nulla di estremamente concreto, poi lui era convinto di rimanere, sentiva che questa che in questa stagione si poteva fare qualcosina di meglio rispetto alla scorsa. Per ora i fatti gli stanno dando ragione, quindi sono molto contento per lui. Io credo che dopo Donnarumma, insieme a Carnesecchi, in questo momento lui sicuramente sia sia uno dei portieri italiani più forti. Però ci sta che magari nelle logiche anche in Nazionale, quando hai un titolare inamovibile come Donnarumma, possano essere diverse. Lui deve continuare a lavorare, non è detto che magari la convocazione non arrivi al prossimo giro».
Certo. Presidente, mi risponda solo sì o no: avete già fissato un premio eventuale per un piazzamento prestigioso? Sì o no.
«No (ride, ndr), ancora no».
