Giuseppe Boi: "Cagliari, bello e manovriero, che porta a casa partite difficili"

Giuseppe Boi: "Cagliari, bello e manovriero, che porta a casa partite difficili"
L'analisi post gara del noto collega

Il collega Giuseppe Boi concede la sua consueta disamina del giorno dopo, ponendo l'accento quanto la vittoria del Cagliari di ieri pomeriggio faccia strabuzzare gli occhi guardando i dati e, soprattutto la classifica: "Gli dei del calcio mi perdonino. Quelli degli anni ‘70, soprattutto, ma anche gli altri grandi della storia rossoblù. Il fatto è che dopo 5 partite, solo Scopigno ha fatto meglio di Pisacane: 4 vittorie e un pari nel 69/70. Anno dello scudetto in cui Riva segnò 3 gol, come il Maldini di oggi (l’anno successivo il mito fece meglio, 4, poi arrivò il boia del Prater). E Caprile sembra sfidare Albertosi: non per i gol subiti, ma perché Ricky si arrendeva a Niccolai, mentre Elia para anche i rimpalli di Winks. Scomodare gli inscomodabili è sempre difficile, ma a farlo è il Cagliari 26/27: 12 punti in classifica, 4 vittorie, 3 consecutive e 3 in trasferta. L’ultima a Udine, un 1-0 prima della sosta che regala 21 giorni di goduria (cit. Lele Casini) ai tifosi rossoblù. Un successo centrato grazie a un acuto di Maldini che sfrutta sì un clamoroso errore dell’Udinese, ma davanti al portiere lo dribbla e segna. Da quanto tempo non lo vedevamo fare a un giocatore del Cagliari? Tanto. Quante volte lo vediamo fare in questa serie A? Pochissime".

L'acuto di Maldini e la prestazione del collettivo

"All’acuto di Maldini ha corrisposto una prestazione difensiva corale. Una prova che non ruba l’occhio ma che dimostra come il Cagliari, fino a ora bello e manovriero (ma comunque ermetico), sappia portare a casa partite difficili. L’Udinese non è una big, ma è poco distante e lo dimostra la veemenza con cui ha aggredito i rossoblù. Il tutto nel segno di Mina. Con il suo ritorno si sono rivisti i lanci lunghi, ma la capacità di fare densità al centro della difesa, la preponderanza fisica nelle palle alte e nei contrasti, la presenza caratteriale (lo sguardo a Zaniolo dopo la manata a Rodriguez è da manuale) sono un valore. Soprattutto per una squadra già quadrata in difesa e con un Caprile che non stupisce più, ma si conferma il miglior portiere della A, alla faccia dei giochi di “potere” nelle convocazioni. Una forza difensiva che sarà una risorsa nel corso del torneo. Con questa squadra come sarebbe finita con l’Inter? La risposta la darà l’11/10 la Juve. Per ora resta questo Cagliari bello, che non è ancora nel firmamento ma ha risvegliato il sogno. Non è poco".