Giuseppe Boi: "L’identità del Cagliari è difesa e ripartenze. Davanti manca ancora tanto"
Il Cagliari si è lasciato alle spalle la serie di quattro sconfitte consecutive battendo il Frosinone grazie alla rete di Michel Adopo al 38' di gioco. Un successo importante per la squadra di Fabio Pisacane, analizzato dal giornalista de Il Tirreno Giuseppe Boi, che ha sottolineato le caratteristiche del gioco rossoblù e il peso delle scelte tattiche dell’allenatore.
"Brutti, sporchi e cattivi": l’identità del Cagliari
Boi ha descritto la prestazione dei rossoblù richiamando il celebre film di Sergio Leone, evidenziando come la squadra abbia costruito il successo attraverso sacrificio e concretezza.
"BRUTTI, SPORCHI E CATTIVI?
Sì, come nel western di Sergio Leone. Brutti, perché di spettacolo se ne vede poco. Sporchi, perché anche nel successo prevale la sofferenza. Cattivi, perché ogni palla e duello sono decisivi e un gol basta per vincere. I primi due aggettivi sono peculiari dei rossoblù 26/27. Il terzo è quello senza il quale il Cagliari non fa punti. La vittoria sul Frosinone lo conferma. Non è certo colpa di Pisacane se il suo giocatore migliore è Caprile, portiere decisivo quanto un centravanti. Non segna ma non fa segnare, come tutto il Cagliari. “Di solito portiamo gli altri a giocare nel nostro terreno, ma non ci siamo riusciti”, ha detto Alvini dopo che, per le scelte di Pisacane, il Frosinone ha dovuto fare possesso mentre in genere lo lascia agli avversari, non ha trovato campo per innescare gli esterni e gli spazi per gli inserimenti dei centrocampisti".
Le scelte di Pisacane e la solidità difensiva
Secondo il giornalista, il tecnico rossoblù ha avuto il merito di costruire una squadra coerente con le caratteristiche dei giocatori a disposizione, senza stravolgerne l'assetto nemmeno nei momenti di emergenza. Una continuità che ha permesso anche ad alcuni singoli di esprimersi al meglio.
"Per far bene devi avere la tua identità. E l’identità del Cagliari piaccia o non piaccia è difesa e ripartenze. È merito di Pisacane aver plasmato la squadra sulle qualità della rosa e di non averla stravolta con i ciociari. La scorsa stagione il modulo cambiava a seconda degli infortuni. In queste 11 gare - eccetto la difesa a 5 contro la Roma costata 4 gol - è rimasto lo stesso anche in emergenza come contro il Frosinone. Una scelta che ha permesso di vedere un grande Grandu, non solo per le qualità del ragazzo, ma perché inserito in un quadro tattico tipico della squadra; un eccellente Kofler, non solo perché - come detto da chi scrive a suo tempo - è il futuro nel ruolo di difensore, ma perché ha potuto contare sulle certezze Rodriguez e Ze Pedro; un autorevole Romano, capace di annullare Schmid e fare da metronomo in mezzo al campo, grazie all’equilibrio raggiunto da tutto il reparto".
Il lavoro da completare in attacco
Boi ha infine evidenziato come il reparto offensivo rappresenti ancora un aspetto da migliorare. Le scelte delle ultime partite, però, potrebbero indicare una possibile direzione per Pisacane, tra giovani in crescita e giocatori chiamati a ritrovare la migliore condizione.
"Certo davanti manca ancora tanto. Ma i tridenti Fadera-Nzola-Mandela contro la Lazio e Trepy/Sugamele-Mendy-Maldini contro il Frosinone sembrano una strada che Pisacane vuole imboccare. E potrebbe diventare quella giusta se Maldini restasse costante, i giovani continuassero a crescere, i “vecchi” entrassero in forma senza rompersi e/o a gennaio arrivasse un regalo".
