Giuseppe Boi: "Quarta sconfitta consecutiva, ma contro la Lazio si è intravista una luce"
Il giornalista Giuseppe Boi ha affidato ai social una riflessione sul ko del Cagliari contro la Lazio, soffermandosi sui segnali di ripresa mostrati dai rossoblù e sulle scelte di Fabio Pisacane. Di seguito il suo commento.
Le parole del giornalista
"Una luce? Le sconfitte consecutive sono 4, ma il ko con la Lazio lascia intravedere una luce nel tunnel in cui il Cagliari si è infilato dopo la sosta. Perché all’Olimpico non si è visto lo “scempio” di Monza, la prestazione timida con il Bologna o la banda del buco in scena con la Roma. Contro la squadra di Gattuso si è rivisto il Cagliari solido e concentrato delle prime 5/6 partite. Una squadra che non diverte, ma che rende impossibile giocare agli avversari. Tanto che la capolista per segnare il 2-1 ha dovuto pescare un jolly: una scivolata di Pedraza diventata un assist per Pinamonti. Una rete segnata con i rossoblù in 10 - Deiola a terra dopo una pallonata in faccia di Dele-Bashiru - ma chi scrive non grida allo scandalo: in un campionato in cui si fischia poco ci sta che l’arbitro, sebbene sbagliando, non abbia interrotto l’azione.
Difesa e contropiede. Piaccia o non piaccia, i rossoblù sono questi. Per peculiarità tattiche e per qualità tecniche della rosa. Si può discutere delle occasioni sprecate a Monza e dei 10 tiri in porta contro la Roma, ma mai come ieri il Cagliari è stato in partita. O meglio, in quel tipo di partite che hanno fruttato tutti i 13 punti in classifica. Quella squadra con il blocco basso che alza un muro davanti agli avversari restando stretta e compatta, non concedendo spazio per le giocate e chiudendo le linee di tiro. Così - come già successo ad Atalanta, Udinese e Juventus - la manovra della Lazio è diventata sterile mentre i guizzi dei singoli si sono infranti sulla densità difensiva rossoblù.
Certo, in avanti c’è da lavorare. Trovare l’equilibrio tra questa difesa e un attacco più efficace è la sfida che dovrà affrontare Pisacane. Un mister che forse sta soffrendo la crisi di risultati più di tutti e che a volte sembra mandare segnali di paura alla squadra. Come avvenuto con la sostituzione di Maldini (come sempre intorno al 60’); come il cambio di Fazzini - la cui importanza penso sia palese anche a chi lo ha criticato - per un mediano come Liteta; come lo stesso ingresso di un ottimo Kofler al 30’ pt per l’infortunato Fadera. Scelte conservative che non sono certo sintomo di corsaggio".
