Italia, Pedullà: "Se fossi nei panni di Romano, mi sarei già pentito di aver scelto l'Italia"
Alfredo Pedullà, ai microfoni di Sportitalia, ha parlato della gestione della Nazionale italiana, soffermandosi in particolare sul percorso di Alessandro Romano e sulle scelte del commissario tecnico in vista dei prossimi impegni. Di seguito un estratto delle sue parole:
"La parabola del samaritano Romano è abbastanza curiosa. Classe 2006: un giocatore che, secondo me, il Cagliari fa un affare a prendere a quelle cifre e che Pisacane sta utilizzando molto bene. Adesso, però, non dobbiamo caricarlo di aspettative come se fosse il nuovo Pirlo. Esordisce contro il Belgio, nella partita più difficile possibile per un ragazzo: affronta una squadra forte, con grandi talenti, e può anche capitare di fare male. Nella partita successiva gioca uno spezzone. In quella di domani non viene convocato. E allora la domanda è: qual è il criterio?
E aggiungo, come ammazzacaffè, il signor Inacio, che è stato al centro di una diatriba internazionale perché lo voleva Ancelotti. Sembrava dovesse essere il nuovo Pelé, non lo so. È sicuramente un ragazzo di talento, ma non viene convocato per la terza partita e sarà costretto a fargli fare uno spezzone lunedì, dopo tutta la diatriba internazionale sul fatto che bisognasse convincerlo. Io dico che certe cose, a farle normali, non devi neanche pensarci. Invece noi riusciamo a complicarci anche le cose più semplici. Se fossi nei panni di Romano, mi sarei già pentito di aver scelto l’Italia. Perché questa, francamente, è una gestione assurda".
