L’analisi di Boi: “Il Cagliari può dare fastidio a chiunque. Il limite è la qualità della panchina”
Il pareggio tra Cagliari e Juventus ha lasciato sensazioni contrastanti in casa rossoblù. Da una parte la soddisfazione per una prestazione di alto livello contro una squadra ambiziosa, dall'altra il rammarico per una vittoria sfumata nel finale. A soffermarsi sulla partita è stato Giuseppe Boi, firma de Il Tirreno, che attraverso i propri profili social ha proposto un'analisi della gara, mettendo in evidenza i progressi della squadra di Fabio Pisacane e alcuni limiti legati alla profondità della rosa. Nel suo commento, il giornalista ha sottolineato la capacità dei rossoblù di affrontare la Juventus con organizzazione difensiva, compattezza e ripartenze efficaci. Una prestazione che, secondo Boi, conferma la crescita della squadra, pur lasciando qualche rimpianto per il risultato finale.
"OVOSODO? “C'ho un coso qui, un magone, come se avessi mangiato un ovo sodo col guscio e tutto”. Così Virzi chiudeva Ovosodo. Un finale che si addice ai sentimenti di tanti dopo Cagliari-Juventus. Sicuramente a Spalletti che, per il secondo anno consecutivo, fa una grande partita alla Domus ma è fermato da un’altrettanto grande partita del muro rossoblù. Questa volta, alla fine, ha trovato il gol del pari. Una rete che ha reso indigesto “l’ovosodo” ai tifosi del Cagliari e, sotto sotto, anche a Pisacane, soddisfatto per il punto ma conscio che altri due erano a un passo perché la sua squadra può dare fastidio a chiunque.
È stata una bella partita. Quelle vere, non da play station. Perché si può tenere sempre palla e attaccare, ma anche difendersi con ordine, intelligenza e colpire quando si può. Sotto questo punto di vista il primo tempo del Cagliari è perfetto: blocco basso, linee strette, bianconeri costretti a cercare un pertugio e, alla fine, forzare la conclusione. Tutto come nella passata stagione, dirà l’osservatore disattento dei salotti nazionali. Così non è. Perché l’1-0 di Mazzitelli fu bello ma estemporaneo. Il gol di Maldini è frutto di una ripartenza pensata, in cui i rossoblù hanno un po’ di fortuna ma anche la ferocia di conquistarsi il rimpallo vincente. E, così come la Juve avrebbe potuto segnare altri gol, anche il Cagliari avrebbe potuto raddoppiare con altre ripartenze, soprattutto nel secondo tempo.
Ripresa che però mostra anche i limiti dei rossoblù. Il gol di Kolo Muani arriva per una sbavatura commessa da Obert al termine di una seconda frazione sofferta. Non solo per la bravura di Zhegrova, ma anche perché orfano di Rodriguez, sostituito perché ammonito. Deiola è stato stoico e autore di una buona prova, ma i pericoli, alla fine, sono arrivati dalla zona sinistra della difesa. L’uruguaiano è insostituibile. Così come lo sono gli altri titolari (meglio Fazzini di Massolin). Con i cambi il Cagliari si è man mano spento. La qualità della panchina è il limite dei rossoblù. Che a ragione si godono 13 punti e 4º posto, ma non sembrano attrezzati per un campionato da sogno europeo".
