Lazio-Cagliari, Belli: "Maldini buon giocatore, ma preferisco altro. Non è ancora né carne né pesce"
Il giornalista Fabio Belli, intervenuto ai microfoni di Radio Laziale, ha parlato della sfida tra Lazio e Cagliari, in programma domenica alle 15 allo stadio Olimpico e valida per la decima giornata di Serie A. Nel corso della trasmissione, Belli si è soffermato in particolare su Daniel Maldini, ex calciatore biancoceleste attualmente in forza alla squadra di Fabio Pisacane, esprimendo alcune riserve sul suo rendimento nonostante le qualità tecniche riconosciute al giocatore. Spazio anche alle possibili scelte di Gennaro Gattuso, alle condizioni degli infortunati e a una riflessione sulla gestione delle rose e degli impegni ravvicinati. Di seguito le sue dichiarazioni, sintetizzate da TuttoCagliari.net.
Belli su Maldini: "È un buon giocatore, ma preferisco altro"
Interrogato su chi potrebbe essere il protagonista della sfida di domenica, Belli ha inizialmente indicato Daniel Maldini, scherzando con i conduttori sulla possibilità che l'ex biancoceleste possa disputare una prestazione particolarmente importante proprio contro la sua vecchia squadra: "Il protagonista? Vabbè, facilissimo, ragazzi. Daniel Maldini, che secondo me farà la più bella partita della sua carriera". Un'affermazione pronunciata in tono chiaramente ironico, nel clima scherzoso che ha caratterizzato diversi momenti della trasmissione. Quando il discorso si è spostato su una valutazione più concreta del calciatore e sull'eventualità di trattenerlo alla Lazio, il giornalista ha invece espresso il proprio giudizio: "No, no, per carità. È un buon giocatore, però preferisco altro, insomma, se proprio devo puntare su qualcuno, perché mi sembra che ancora non sia né carne né pesce, capito?".
Belli ha dunque riconosciuto le qualità del fantasista rossoblù, manifestando tuttavia qualche perplessità sulla sua definitiva affermazione. Maldini arriverà alla sfida dell'Olimpico dopo essere stato protagonista della recente partita contro la Roma, nella quale, subentrato nella ripresa, ha realizzato la rete del momentaneo 2-2. Un gol che ha confermato il suo positivo avvio di stagione con la maglia del Cagliari.
Lazio-Cagliari, Belli: "Secondo me gioca soltanto Provstgaard al posto di Diogo Leite"
Nel corso del collegamento si è parlato anche delle possibili scelte di formazione di Gennaro Gattuso, reduce dal successo per 6-2 contro il Sassuolo.
Particolare attenzione è stata dedicata alle condizioni di Adam Marusic e Nicolò Rovella, che hanno ripreso ad allenarsi con il gruppo. Belli ha riferito che il tecnico biancoceleste starebbe valutando se convocarli già per la sfida contro il Cagliari: "Rovella e Marusic ieri si sono allenati con il gruppo. Gattuso vorrebbe comunque risparmiarli per la gara contro il Cagliari di domenica".
Il giornalista ha poi espresso la propria previsione sull'undici titolare, ipotizzando un solo cambiamento rispetto alla formazione schierata a Reggio Emilia: "No, secondo me gioca solo Provstgaard al posto di Diogo Leite". Secondo Belli, dunque, Gattuso potrebbe dare continuità alla squadra protagonista delle ultime vittorie, limitando le rotazioni e affidandosi ancora al gruppo che ha consentito alla Lazio di raggiungere il primo posto in classifica.
Belli sugli infortuni: "Non può essere sempre colpa delle Nazionali e del calendario"
Un'altra parte dell'intervento è stata dedicata al tema degli infortuni, partendo dalle dichiarazioni di Maurizio Sarri, attuale allenatore dell'Atalanta, sulle difficoltà provocate dagli impegni ravvicinati e dalle assenze. Belli ha invitato a una riflessione più ampia sulle responsabilità nella gestione fisica dei giocatori: "Avere per due anni di fila con due squadre diverse un'ecatombe di infortuni, io quantomeno qualche domanda me la farei. Magari pubblicamente non lo fa e lo fa privatamente, perché non vuole mettere qualcuno in difficoltà, però me la farei".
Il giornalista ha poi contestato l'idea che le problematiche fisiche possano essere attribuite esclusivamente al calendario: "Non si può rispondere come per dire: 'No, non esiste, è tutta colpa delle Nazionali, si gioca troppo', perché non è proprio logico. Sono giocatori che si fermano. Poi è chiaro che c'è un fortissimo stress, questo nessuno lo nega".
Secondo Belli, è necessario distinguere tra gli infortuni traumatici, sui quali può incidere maggiormente la casualità, e quelli che potrebbero essere legati alla preparazione e alla gestione dei carichi di lavoro: "Ci sono allenatori che secondo me rinforzano fisicamente la squadra, non c'è niente da fare. E poi c'è anche una componente di casualità, perché quando capitano determinati incidenti, soprattutto quelli traumatici e non muscolari, è chiaro che lì bisogna anche non fare retorica. Ci vuole una via di mezzo, capito?".
Il giornalista ha inoltre riconosciuto le difficoltà provocate dal calendario internazionale, pur ritenendo sbagliato ricondurre ogni problema esclusivamente al numero delle partite: "Io sono il primo che ha detto che chi ha messo la Nations League, chi ha fatto i calendari in un certo modo, andrebbe arrestato proprio, tipo Maurizio Mosca. Perché chi gestisce il calcio fa di tutto per rovinarlo invece che valorizzarlo. Quindi su questo la battaglia mi trova d'accordo al cento per cento. Però ogni tanto bisognerebbe pure mettere in discussione alcune cose che si fanno e non è solo il sistema".
"Se Gattuso avesse dieci infortunati, non credo riceverebbe la stessa indulgenza"
Infine, Belli ha richiamato proprio la figura di Gennaro Gattuso, sottolineando la necessità di utilizzare lo stesso metro di giudizio nei confronti di tutti gli allenatori, indipendentemente dalla loro popolarità o dal rapporto con l'ambiente: "E se Gattuso avesse avuto dieci infortunati e avesse detto che è colpa del fatto che si gioca troppo? Al di là della Lazio che non fa le coppe, non penso che avrebbe avuto la stessa indulgenza, capito?". A me i figli e i figliastri non piacciono mai. Tutti devono avere lo stesso trattamento e lo stesso metro di giudizio. Poi, in base a se fanno bene o male, vanno giudicati, commentati. Non ci può essere che uno è simpatico e un altro antipatico".
