Lele Casini racconta Trepy: "Quei quattro minuti all'Olimpico valgono molto più del risultato"

Lele Casini racconta Trepy: "Quei quattro minuti all'Olimpico valgono molto più del risultato"
Oggi alle 13:00News
di Giorgia Zuddas

Il giornalista di Radiolina, Lele Casini, ha dedicato la nuova puntata del podcast "90 secondi + recupero" alla storia di Yael Trepy. Un racconto che ripercorre il grave incidente in piscina dello scorso agosto, i 71 giorni di riabilitazione e il ritorno in campo del giovane attaccante rossoblù, avvenuto negli ultimi minuti della sfida contro la Roma. Di seguito il racconto:

"È il pomeriggio del 16 agosto. Siamo in Costa Smeralda, in Sardegna, nel giorno di riposo che precede la ripresa degli allenamenti ad Assemini. Un gruppo di amici si ritrova in una villa privata. Sotto il sole cocente, Trepy è sdraiato su un lettino a bordo piscina. Si addormenta, poi si risveglia tra le risate degli amici, che lo prendono in giro per il segno lasciato dal cellulare sul petto durante il sonnellino. Il caldo, un momento di distrazione, la perdita di equilibrio. E l'acqua è a pochi centimetri. Poi la caduta in piscina, l'incapacità di nuotare e l'agitazione sul fondo. Secondi che sembrano interminabili. Alcuni amici si tuffano e riescono a riportarlo in superficie, ma il ragazzo è privo di conoscenza.

Scatta la chiamata ai soccorsi. L'arrivo tempestivo dei sanitari, i tentativi di rianimazione e la decisione di trasferirlo in elisoccorso a Sassari, passaggio che si rivelerà fondamentale per salvargli la vita. Seguono 48 ore di coma farmacologico, prima del risveglio e del ritorno alla vita per un ragazzo che ha appena compiuto vent'anni. Comincia così un lungo percorso riabilitativo: prima in una clinica specializzata in Trentino, poi il rientro ad Assemini. In totale, 71 giorni per recuperare e ritrovare la condizione necessaria a tornare in campo. Fino all'Olimpico. Dopo l'incidente, Trepy torna a respirare l'atmosfera di una partita di Serie A entrando negli ultimi quattro minuti della sfida contro la Roma. C'è spazio anche per un dribbling dei suoi e per la voglia di festeggiare quel momento con un gol, ma il portiere giallorosso gli nega la gioia. Poco importa. Quei quattro minuti valgono molto più del risultato: rappresentano il ritorno di Trepy alla sua vita da calciatore. Bentornato, Yael".