Malagò candidato alla presidenza FIGC: il sostegno della Serie A e il retroscena su Guardiola
Giovanni Malagò interviene sul suo incarico da commissario della FIGC e sulla candidatura alla prossima presidenza federale. In un'intervista pubblicata sull'edizione odierna de La Repubblica, ha parlato delle ragioni che lo hanno portato ad accettare il mandato, dei contatti con i presidenti di Serie A e delle valutazioni sui possibili candidati alla guida della Nazionale: "Per alcuni è stata la soluzione migliore, per altri la meno peggio, per qualcuno un compromesso all'italiana. Per me, un modo di uscire da un tunnel. Ho accettato per evitare una spaccatura totale nel CONI. Fossimo andati al voto in Giunta, pur ritenendo che avrei avuto un certo vantaggio Ad , non ci sarebbero stati vincitori né vinti".
Il candidato alla presidenza federale ha poi ricordato il sostegno ricevuto durante la prima elezione, quando aveva ottenuto l'appoggio di 19 presidenti di Serie A: "Sarebbe bello ripartire da quel numero - ha proseguito -. Sto chiamando tutti i presidenti uno per uno, ne ho sentiti già tredici e tutti mi garantiscono il loro sostegno".
L'ipotesi Guardiola per la Nazionale
Nel corso dell'intervista, Malagò ha affrontato anche il tema della scelta del commissario tecnico, soffermandosi sull'ipotesi Pep Guardiola e sui contatti avuti da Paolo Maldini e Leonardo con l'allenatore catalano.
"Maldini e Leonardo sono rimasti da lui tutta una sera. Pep è stato onesto. Ha preso un sabbatico, per temi anche familiari, ma se avesse fatto qualcosa l'avrebbe fatto con noi. Maldini voleva un vincente del 2006, uno di quella generazione. Né io né lui sapevamo del contratto di Pirlo come ambasciatore di una società di scommesse russa. A quel punto ho detto: fermiamoci qua".
