Caso Maldini, Fresu: "Giulini difende il giocatore, ma aspetta il referto definitivo"
Il giornalista Enrico Fresu, coordinatore del sito UnioneSarda.it, è intervenuto negli studi di Radiolina per commentare la vicenda che ha coinvolto Daniel Maldini. Di seguito le sue parole: "Partiamo dalla fine, perché la fine di questa storia pare che sia ancora da scrivere, anzi, è ancora da scrivere. L'antefatto lo conosciamo: sabato sera il Cagliari gioca a Bergamo e vince grazie a un rigore segnato da Maldini. A fine serata Maldini va a Milano, sua città natale, per divertirsi con gli amici. Intorno alle cinque del mattino era alla guida della sua Porsche con un amico, pare il cugino, comunque un parente, e due amiche. Nella zona di via Caracciolo, una zona periferica di Milano, hanno un incidente.
Stando alla ricostruzione della Polizia Locale di Milano, sarebbe stato lui a provocare l’incidente perché non avrebbe rispettato la precedenza, andando a scontrarsi contro una Golf che a sua volta è finita contro un’ulteriore auto in sosta. Partono i rilievi e vengono effettuati anche i test che regolarmente vengono fatti in caso di incidente. La certezza che abbiamo è che Daniel Maldini sia risultato positivo all’etilometro. Non stiamo parlando di valori elevatissimi, comunque quasi il doppio del limite di legge per la presenza di alcol nel sangue. Da qui scatta il ritiro della patente e questi sono i dati certi.
L’indomani il Corriere della Sera scrive che Maldini non solo è risultato positivo all’alcoltest, ma anche a un pre-test effettuato per capire se nel suo sangue ci fossero tracce di stupefacenti. Lo scrive il Corriere e ovviamente è già una notizia il fatto che lo scriva il Corriere della Sera, perché di cronaca milanese ne sanno, come si dice fra gli addetti ai lavori. La notizia viene ripresa da tutte le testate. Succede però che la notizia scappa di mano e, con l’effetto amplificatore dei social, diventa “Maldini un drogato”. L’indomani, dopo che questa notizia aveva fatto il giro d’Italia, Maldini aveva pubblicato dei test che aveva effettuato in uno studio privato cagliaritano e che escludevano la presenza di sostanze stupefacenti nel suo sangue. Quindi il Cagliari esce con un comunicato e dice: può allenarsi perché è negativo in tutto.
Il Corriere della Sera, che sta ancora lavorando sulla vicenda, riferisce che alcune sostanze, non necessariamente considerate dopanti dalla giustizia sportiva, sono volatili e possono quindi essere rilevate soltanto entro un arco temporale limitato, indicativamente tra le 36 e le 48 ore. Tra queste viene citata la ketamina. Nel frattempo, il presidente del Cagliari Tommaso Giulini, a margine dell’Assemblea di Lega Serie A, ha parlato con i giornalisti della vicenda legata a Daniel Maldini. Il numero uno rossoblù ha spiegato di aver visionato il referto del pronto soccorso del giocatore, sostenendo che al suo interno fosse indicata la presenza di THC, il principio attivo presente nella cannabis, tra cui marijuana e hashish. Quindi è vero che nel pre-test iniziale fosse risultata positiva la vicenda degli stupefacenti, che sia THC, che sia ketamina, comunque sempre di stupefacenti parliamo. Ma Giulini fa una distinzione: se si è fumato una canna, è sempre meno peggio della ketamina. È importante però la chiusura dell’intervento di Giulini, il quale dice: “Dobbiamo aspettare il referto definitivo rispetto al pre-test di cui sopra e il ragazzo, o chi ha fatto circolare questa notizia, che sia l’ospedale o che siano i vigili urbani di Milano, dovrà rispondere”. Quindi Giulini difende istituzionalmente il giocatore, però dice: “lui ci dice che non ha fatto niente, vediamo come va a finire"".
