Marco Sanna: "Al Cagliari dovevo dare il 300%. Riva di un altro livello, Matteoli di un’altra categoria
Marco Sanna, ex centrocampista del Cagliari e protagonista della storica cavalcata rossoblù in Coppa UEFA nella stagione 1993-94, è stato ospite di Sport Management Tips, podcast condotto da Alessandro Preda e dall’ex calciatore rossoblù Andrea Pisanu. Nel corso della puntata, Sanna ha ripercorso la sua carriera, focalizzandosi in particolare sulla gavetta fatta prima di arrivare in Serie A con la maglia rossoblù. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net.
Sanna e la gavetta prima del Cagliari
"Avevo fame di arrivare"
Ti sei fatto tanta gavetta prima di arrivare in Serie A.
“Sì, mi sono sbucciato. Ho fatto un anno in Interregionale e cinque anni di C2. Non sono arrivato al Cagliari così, dal nulla. Ho fatto grande fatica. Non so se con merito, ma se mi hanno preso vuol dire che qualcosa di buono avevo fatto vedere. Non ero il più bravo, però forse ero quello che aveva più determinazione. La parola giusta è fame. Io avevo proprio fame di arrivare e piano piano ci sono arrivato. Se sono riuscito a giocare in Serie A e a togliermi tante soddisfazioni è perché avevo fame. Qualità non ne avevo tantissime e fisicamente non ero grandissimo. Quello che ho fatto l’ho fatto perché avevo fame”.
L’arrivo al Cagliari
"Mi sono reso conto di essere uno dei meno preparati"
Quando hai capito che ti stavi avvicinando al tuo sogno?
“Quando sono arrivato al Cagliari. In C2 ero diventato forte, non il più forte, ma ero diventato forte. Quando sono arrivato al Cagliari, invece, mi sono reso conto di essere uno dei più scarsi. Anzi, il termine giusto è: uno dei meno preparati.
"Dovevo dare sempre il 300%"
Rientravo dall’allenamento e mi sdraiavo, perché per arrivare al livello degli altri dovevo interpretare ogni allenamento al 200%. In realtà, trasformavo anche il 60% in 300%, perché altrimenti non avrei mai giocato. C’erano giocatori molto più forti di me: Herrera, Bisoli, Matteoli. Matteoli era un’altra categoria. Fisicamente ero la metà di alcuni, tecnicamente la metà della metà. Per questo dovevo dare sempre il 300%”.
L’incontro con Cellino e Gigi Riva
"Trovarsi Riva davanti è stato incredibile"
Qual è stato il primo momento di forte impatto quando sei arrivato al Cagliari?
“Il primo momento di shock a Cagliari è stato il giorno in cui ho incontrato il presidente Cellino e Gigi Riva. È stato emozionante. Di Riva avevo sempre sentito parlare come di un mito, un personaggio particolare. Trovarselo lì davanti, di colpo, è stato incredibile.
"Una persona di un altro livello"
L’ho incontrato tante volte negli anni ed è sempre stato una persona di un altro livello. Uno che veniva lì, ti salutava, ti chiedeva come stavi. Un personaggio come lui oggi ce ne sono pochi”.
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