Matri: "Mina è il segnale di una Juventus che non incute più timore". Giustiniani: "Perché deve intervenire Spalletti?"
Il confronto a distanza tra Gleison Bremer e Luciano Spalletti, seguito alla pesante sconfitta per 0-3 della Juventus contro la Lazio, è stato uno degli argomenti affrontati nel corso di "4-3-2-1", trasmissione di DAZN condotta da Barbara Cirillo. Nel dibattito, che ha visto protagonisti anche Alessandro Matri e Gabriele Giustiniani, è tornato d'attualità quanto accaduto durante Cagliari-Juventus, con particolare riferimento al comportamento del difensore rossoblù Yerry Mina.
Il caso Bremer-Spalletti dopo Juventus-Lazio
Al termine della sconfitta contro la Lazio, Bremer aveva evidenziato le difficoltà caratteriali di alcuni compagni, affermando di non poterli "prendere tutti in braccio" e sottolineando come alcuni calciatori tendano a nascondersi nei momenti di maggiore pressione. Parole che non erano piaciute a Spalletti, il quale aveva invitato il difensore a concentrarsi prima di tutto sulle proprie responsabilità, anziché giudicare pubblicamente il rendimento degli altri componenti della squadra. Interpellato sulla vicenda, Matri ha condiviso la posizione del tecnico bianconero: "Son d'accordo con Spalletti, nel senso probabilmente l'avrei fatto dentro lo spogliatoio fossi stato nella posizione di Bremer. Non che Bremer stia rendendo come conosciamo noi Bremer, quindi era quello che diceva poi Spalletti".
L'ex attaccante del Cagliari ha poi spiegato perché ritenga controproducenti certe esternazioni pubbliche: "Non mi piacciono queste accuse ai propri compagni pubbliche. A volte vengono fatte delle riunioni interne tra la squadra, anche senza allenatore, per avere un confronto che possano aiutare. Farle pubblicamente secondo me crei ancora di più gli attriti o comunque la diffidenza verso i tuoi compagni".
Giustiniani torna su Cagliari-Juventus: "Mina sbeffeggia i bianconeri, perché deve intervenire Spalletti?"
Il discorso si è quindi spostato sulla mancanza di personalità della Juventus, con Gabriele Giustiniani che ha richiamato l'episodio avvenuto durante il pareggio per 1-1 contro il Cagliari: "La famosa diatriba con Yerry Mina, che nel primo tempo sbeffeggia un po' i giocatori della Juve con qualche corsa, classico modo alla Yerry Mina un po' sudamericano di vivere la partita. Quando Spalletti lo va a riprendere all'intervallo nel primo tempo, io mi chiedo perché debba farlo l'allenatore e non un giocatore in campo".
Matri: "La Juventus non incute più quel timore di qualche anno fa"
Proprio da questa considerazione, Matri ha ripreso le parole di Bremer, riconoscendo che, al di là delle modalità con cui sono state espresse, possano contenere un fondo di verità: "Perché un fondo di verità nelle dichiarazioni di Bremer c'è: non ci sono giocatori di spessore. Io quella maglietta l'ho indossata con Buffon, Chiellini, Barzagli, Bonucci, Pirlo, Vidal, Marchisio, Del Piero, gente che lo spessore e la forza di reagire nei momenti di difficoltà ce l'ha, e soprattutto gli avversari non ti prendevano in giro in campo". L'ex attaccante rossoblù ha quindi spiegato come l'atteggiamento di Mina rappresenti, a suo giudizio, un segnale del cambiamento nella percezione della Juventus da parte degli avversari: "Quindi il segnale Yerry Mina non è tanto la reazione, ma è avere un avversario che si permette di comportarsi così con te. Quindi ti dà veramente, secondo me, cosa trasmette più che altro adesso la Juve agli avversari: non incute più quel timore che poteva mettere qualche anno fa".
© Tuttocagliari.net - Trascrizione a cura della nostra redazione. Riproduzione del virgolettato consentita solo previa citazione della fonte Tuttocagliari.net.
