Pavoletti si racconta: "I sardi ti capiscono e ti amano. Devo pensare a cosa fare da grande"

Pavoletti si racconta: "I sardi ti capiscono e ti amano. Devo pensare a cosa fare da grande"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 13:30News
di Paola Pascalis
Pavoletti si racconta a DAZN tra Cagliari, Napoli, Genoa e futuro. Elogi per Palestra ed Esposito e riflessioni sul post carriera

Leonardo Pavoletti è il protagonista di una nuova puntata di Giorgia’s Secret, il format condotto da Giorgia Rossi e disponibile su DAZN. L’intervista, realizzata al centro sportivo di Assemini, ripercorre le tappe più significative della carriera dell’attaccante livornese, dall’infanzia fino alle riflessioni sul futuro dopo la conclusione dell’esperienza in rossoblù.

Il legame con Cagliari e la Sardegna

Tra i temi affrontati c’è il rapporto speciale costruito con la Sardegna e con il Cagliari: "Cagliari ci ha conquistato. I miei figli sono nati qui. Il primo anno non avevo sentito niente di speciale, ma poi ti capiscono e ti amano. Il rapporto cambiava, non per i gol ma per il rispetto".

L’arrivo tardivo in Serie A

Pavoletti ha ricordato anche il percorso che lo ha portato nel massimo campionato italiano. "In Serie A sono arrivato tardi ma me la sono goduta. Ricordo l’emozione unica di avere la maglia personalizzata col numero 8, in onore di Zlatan Ibrahimović".

Genoa, Gasperini e la svolta della carriera

L’attaccante ha individuato nell’esperienza al Genoa il momento decisivo della propria crescita professionale, grazie al lavoro svolto con Gian Piero Gasperini: "A Genoa svoltai: c’era Gasperini che è il numero 1. Soprattutto con gli attaccanti. Gasp ha il suo caratterino: ricordo la prima ‘sveglia’ che mi diede con un video tattico tutto contro di me [...], ma servì. Io capii, migliorai, fin quando mi disse alla fine di un allenamento: ‘Pavo, ci siamo’. E da lì in poi iniziai a segnare".

La stima per Ranieri

Parole importanti anche per Claudio Ranieri: "Ranieri è un altro grandissimo. Aggiusta le situazioni, mette ordine. Ognuno con Ranieri deve fare il suo lavoro, i ruoli sono chiari e distinti. Ranieri è pazzesco in partita perché ha delle intuizioni pazzesche, a volte inspiegabili".

La parentesi a Napoli

Pavoletti ha affrontato senza filtri anche l’esperienza al Napoli: "A Napoli ho fallito un po’. Stavo perdendo la passione e il fuoco per il calcio. Avevo tanta paura. Ero terrorizzato. Quando ho messo da parte la paura, me la sono goduta. Il popolo napoletano è straordinario. In quei sei mesi trovai uno spogliatoio unico. Più si va su come qualità, più i giocatori sono persone migliori. Ciro Mertens e Pepe Reina li porto nel cuore".

Gli elogi a Palestra ed Esposito

L’ex attaccante rossoblù ha speso parole significative per due dei protagonisti dell’ultima stagione del Cagliari: "Marco è fortissimo. Deve capire che sarà una vita a combattere contro se stesso, che ogni giorno deve essere meglio del Palestra di ieri. Può fare una carriera che ancora non immagina. È già pronto per l’Inter. Seba Esposito è un fenomeno. Ha dei colpi da campioncino vero. Deve diventare professionista: mi ha promesso che rimarrà se stesso, ma migliorerà. Lui e Pio Esposito potrebbero diventare la coppia della Nazionale, hanno un rapporto unico".

Il futuro dopo il calcio

Infine, Pavoletti ha parlato della nuova fase della sua vita, dopo la conclusione dell’avventura da calciatore del Cagliari: "Cavoli, è finita, devo pensare a cosa fare da grande, finisce un capitolo della vita. Ora voglio fare il padre, poi il resto lo costruirò, cercando di ascoltare dritte da persone più brave ed esperte di me".