Rastelli: "Pisacane conosce ambiente e dinamiche: così il Cagliari è cresciuto"

Rastelli: "Pisacane conosce ambiente e dinamiche: così il Cagliari è cresciuto"TUTTOmercatoWEB.com
Ieri alle 23:30News
di Vittorio Arba

Intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva, l’ex tecnico del Cagliari Massimo Rastelli ha analizzato la situazione dei rossoblù guidati da Fabio Pisacane e sulla lotta salvezza. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net.

Partiamo da quello che è stato un suo giocatore e che oggi allena, tra l'altro, quel Cagliari dove avete condiviso l’esperienza: mister Fabio Pisacane. Si aspettava questa sua stagione, la prima alla guida di una prima squadra, dopo il trascorso nel settore giovanile?

"Inizio stagione, quando poi i migliori ragazzi che l'anno scorso avevano fatto benissimo sono andati via, naturalmente si pensava a una stagione che inizialmente potesse essere un po' più difficoltosa, anche perché il Cagliari doveva comunque rispettare dei parametri anche sotto l'aspetto del mercato. Però credo che lì sia stato fatto un grandissimo lavoro sia naturalmente da Fabio con il suo staff, sia dal direttore sportivo Angelozzi, che credo abbia individuato veramente dei ragazzi molto, molto interessanti. Sono stati bravi in questi mesi a creare veramente un gruppo granitico, dove tutti corrono, tutti si impegnano, tutti si sacrificano: è una squadra non semplice da affrontare".

Forse si sottovaluta a volte questo tipo di percorso, che magari anche altre società potevano avere sottomano e non hanno avuto l’intuizione o la forza di scegliere: promuovere un allenatore cresciuto e formato in casa. Pisacane, infatti, dopo aver smesso di giocare, inizia ad allenare proprio nel Cagliari, nel settore giovanile, e poi viene promosso in prima squadra…

"Sì, è chiaro che il presidente conosce perfettamente tutte le qualità di Fabio, nel senso che dal 2016 Fabio è a Cagliari, quindi ha giocato tanti anni fino quasi a smettere e poi ha avuto la possibilità di poter continuare a frequentare l'ambiente lavorando nel settore giovanile. Conosce molto bene tutte le dinamiche, conosce molto bene l’ambiente, conosce naturalmente i calciatori che ha avuto anche come compagni qualche anno addietro. È anche affiancato, secondo me, da un grandissimo staff, perché comunque la grandissima esperienza di Morelli su tutti credo che lo stia aiutando molto a crescere velocemente. È chiaro che il Cagliari ha avuto grande coraggio, perché non è semplice, di solito, promuovere un allenatore dalla Primavera alla prima squadra, soprattutto in Serie A".

Veniamo al momento della squadra: con 11 punti di vantaggio sulla zona retrocessione, quando mancano 15 giornate, il Cagliari può definirsi tranquillo oppure no?

"È chiaro che nell'ultimo mese, con le tre vittorie consecutive, il Cagliari ha fatto un grandissimo balzo in avanti. Ma soprattutto ciò che ci può far pensare che sia praticamente fuori da un'eventuale lotta salvezza è proprio la crescita che ha fatto la squadra in generale, e il fatto che molti elementi che magari avevano trovato meno spazio inizialmente adesso sono colonne portanti di questa squadra. È chiaro che sappiamo benissimo quanto sia complicata la Serie A, quanto il girone di ritorno sia sempre molto più difficile. Io credo che i ragazzi siano molto attenti e concentrati sul fatto che ogni partita è fondamentale e vorranno fare punti su qualsiasi campo, perché naturalmente ancora matematicamente non hanno la salvezza in tasca".

Se finisse oggi il campionato, Fiorentina e Pisa sarebbero retrocesse. Partiamo dal Pisa, che ha esonerato Gilardino andando molto in controtendenza. Come commenta questa scelta?

"Sì, è chiaro che a inizio stagione avremmo naturalmente ipotizzato che il Pisa potesse pagare un po’ lo scotto del salto di categoria. Per quanto riguarda la scelta dell’allenatore, soprattutto in un momento di grande difficoltà, può sembrare una scelta di controtendenza. Però è chiaro che le società, quando fanno delle scelte, lo fanno valutando pro e contro. Se l’hanno fatta, vuol dire che sono convinti che questo ragazzo, pur giovane e con poca esperienza, possa dare qualcosa in più".

Un’ultima domanda sulla Fiorentina: viene spesso definita l’intrusa della zona retrocessione. Non è anche una questione mentale?

"È chiaro che qui ci sono dei fardelli mentali importanti, perché sulle qualità di questa squadra c'è poco da dire. È partita malissimo, ha vissuto momenti drammatici. Dopo due vittorie consecutive sembrava potesse uscire dalla zona retrocessione, poi sono arrivate due sconfitte che l’hanno fatta ripiombare lì. È chiaro che deve liberarsi mentalmente e capire che ogni partita se la deve meritare: non ti fanno vincere perché ti chiami Fiorentina".