Repice: "Gigi Riva aveva la forza di riportarci per strada. Davanti a lui mi tremavano le gambe"

Repice: "Gigi Riva aveva la forza di riportarci per strada. Davanti a lui mi tremavano le gambe"TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 20:45News
di Vittorio Arba
Repice ricorda Gigi Riva a Francia ’98: l’emozione davanti a Rombo di Tuono, simbolo di un’Italia capace di ritrovarsi negli anni più difficili.

Nel corso del podcast "Te ne intendi di calcio?", a cura di SportiumFun e 352 Sport, il giornalista Francesco Repice ha raccontato un aneddoto riguardante Gigi Riva accaduto durante il Mondiale di Francia '98, con Rombo di Tuono capodelegazione della spedizione azzurra. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net.

Hai raccontato spesso di un episodio antecedente alla spedizione del 2006, quando nel 1998 ti trovasti davanti a Gigi Riva. Ci racconti quel momento? Che cosa ha rappresentato Riva per la tua generazione?

"Allora, vedete, Gigi Riva è uno di quelli che ha avuto la forza e la capacità, insieme a Paolo Rossi, insieme ai ragazzi del 2021 e insieme ai ragazzi dell’82, di riportarci per strada. Non erano anni facili quelli di Gigi Riva, non dal punto di vista calcistico o artistico: parlo di altre cose. Scoppiavano le bombe, c’era il terrorismo, c’erano stati tentativi di colpi di Stato. L’Italia era un Paese difficile, molto difficile da quel punto di vista. Poi Gigi Riva è l’uomo che parte da un paesino su un lago lombardo e sbarca in un altro luogo dell’anima e del mondo. Si trova talmente bene che rinuncia a tutto e dice: ‘Rimango qui’. Già queste cose ti danno la struttura dell’uomo. La storia del pullman della Nazionale è vera. Lui vide persone che evidentemente non gradiva, o che comunque su quel pullman non dovevano stare nel giorno della gloria a Roma. Si fece fermare, scese, prese un taxi e tornò al Parco dei Principi, in albergo, perché lui era così. Quando me lo trovai davanti non riuscivo a parlare, mi cominciarono a tremare le gambe. Lui lo capì, capì che ero completamente soggiogato dalla sua personalità. Per me era troppo. Magari uno pensa: ma è veramente esistito? Esiste davvero uno così? Esisteva, era lì davanti a me”.