Serie A e Serie B sempre più internazionali: quasi metà dei club ha proprietà estere

Serie A e Serie B sempre più internazionali: quasi metà dei club ha proprietà estereTUTTOmercatoWEB.com
Serie A e B sempre più internazionali: 19 club su 40 hanno proprietà estere. Tra questi anche il Cagliari, con una compagine italo-americana.

Il calcio professionistico italiano sta vivendo una trasformazione sempre più evidente sul fronte della proprietà dei club. Secondo un’analisi pubblicata da Il Sole 24 Ore nella stagione 2026/27 ben 19 delle 40 società impegnate tra Serie A e Serie B risultano riconducibili, totalmente o in parte, a investitori stranieri. Una quota che si avvicina dunque al 50%.

Il fenomeno è particolarmente marcato in Serie A, dove negli ultimi anni diversi club sono passati sotto il controllo di fondi e imprenditori internazionali. La componente statunitense rappresenta la maggioranza degli investimenti esteri, con diversi gruppi americani ormai protagonisti del massimo campionato italiano.

Tra le società interessate figurano Atalanta, Milan, Inter, Roma, Fiorentina, Bologna, Parma e, più recentemente, Frosinone. A queste si sono aggiunte, dopo la promozione in Serie A, anche Monza e Venezia, entrambe legate a investitori statunitensi.

Anche il Cagliari rientra in questo scenario. Dal 2025 il club rossoblù presenta infatti una struttura proprietaria mista, con una componente italiana e una statunitense, confermando la crescente apertura del calcio italiano verso capitali internazionali.

La svolta riguarda anche la Serie B

La tendenza non riguarda però soltanto la Serie A. Anche la Serie B, storicamente caratterizzata da una maggiore presenza di imprenditori locali, sta diventando sempre più appetibile per fondi e investitori stranieri. Secondo l’analisi, sono attualmente sei le società della cadetteria riconducibili a capitali esteri o a fondi internazionali.

L’evoluzione del quadro proprietario è stata favorita anche dalle difficoltà economiche attraversate dal calcio italiano negli ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia, che hanno reso sempre più frequente il ricorso a capitali provenienti dall’estero.