Vittorio Sanna: "Il procuratore deve tutelare il calciatore, non diventarne il padrone"

Vittorio Sanna: "Il procuratore deve tutelare il calciatore, non diventarne il padrone"TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 18:45News
di Giorgia Zuddas
Sul suo canale YouTube, Vittorio Sanna analizza il ruolo dei procuratori partendo dal caso Esposito.

Vittorio Sanna, attraverso un video pubblicato sul proprio canale YouTube, ha condiviso una riflessione sul ruolo dei procuratori nel calcio moderno, prendendo spunto dalla recente vicenda che ha coinvolto Sebastiano Esposito e il Cagliari. Di seguito le sue parole.

"Ci sono figure indispensabili nel calcio moderno. Una di queste è il procuratore. La legge e i regolamenti gli attribuiscono un compito preciso: assistere il calciatore, consigliarlo, proteggerne gli interessi, l'immagine e i valori, accompagnandolo nelle scelte professionali. È una figura che dovrebbe essere al servizio dell'atleta.

Eppure, troppo spesso, la realtà racconta qualcosa di diverso.  Soprattutto quando dall'altra parte del tavolo non c'è un uomo di trent'anni, ma un ragazzo di 16, 17 o 18 anni, insieme alla sua famiglia. È lì che nasce il grande equivoco. Il procuratore dovrebbe essere un consulente. Talvolta, invece, diventa il regista, altre volte addirittura il burattinaio. Quando entrano in gioco il sogno della Serie A, i contratti milionari e il miraggio di una ricchezza improvvisa, il rischio è che il ragazzo perda la libertà di scegliere e inizi a seguire il progetto di qualcun altro, un progetto che non sempre coincide con la sua crescita.

Ogni trasferimento produce commissioni, ogni rinnovo genera compensi, ogni cambio di maglia crea nuovi interessi. Più il calciatore si muove, più qualcuno guadagna. E allora viene spontanea una domanda: il procuratore lavora davvero per il calciatore o, qualche volta, è il calciatore a finire per lavorare per il procuratore? Naturalmente esistono professionisti seri, preparati e fondamentali. Persone che sanno dire anche di no, che preferiscono un percorso corretto a un guadagno immediato. Ma esiste anche una parte del sistema che trasforma il talento in una merce da movimentare finché c'è qualcosa da sfruttare. Per questo la scelta del procuratore è una delle decisioni più importanti nella carriera di un giovane, forse ancora più importante della squadra in cui andrà a giocare. Una squadra si può cambiare, ma un rapporto sbagliato con chi gestisce il tuo futuro può condizionare un'intera carriera. Il calcio ha certamente bisogno dei procuratori, ma ha bisogno di procuratori che ricordino sempre una cosa: non sono i proprietari dei calciatori. Devono essere consapevoli che il loro ruolo è determinante anche per i valori e l'etica del calcio italiano e internazionale. Sono rappresentanti, e in quanto tali dovrebbero essere i tutori del calciatore. Tutelare un atleta significa proteggere anche i suoi valori, non decidere al suo posto. Un rappresentante non sceglie la vita di chi rappresenta: lo accompagna e lo tutela. Il giorno in cui il procuratore diventa il padrone, il calciatore smette di essere una persona e rischia di diventare soltanto un cartellino. Per questo è fondamentale intervenire, anche in modo quasi paterno, nei confronti dei ragazzi. Bisogna far capire loro che devono continuare a mantenere il proprio potere di scelta, che non possono fare automaticamente tutto ciò che un procuratore suggerisce, soprattutto quando quel consiglio è dettato più da un interesse personale che dal loro bene".