Vittorio Sanna: "Prestiti e giovani, il Cagliari deve valutare meglio i percorsi di crescita"

Vittorio Sanna: "Prestiti e giovani, il Cagliari deve valutare meglio i percorsi di crescita"TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 20:45News
di Vittorio Arba

Tamite un video postato sul proprio canale YouTube, il giornalista Vittorio Sanna ha commentato l'inizio ufficiale del mercato, soffermandosi in particolare sulla gestione dei giovani rossoblù e sui risultati dei prestiti concessi dal Cagliari. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net: 

"È iniziato ufficialmente il mercato e, quando inizia il mercato, c'è da sistemare un po' di movimenti che sono quelli che devono essere definiti sulla base dei contratti che scadono e quelli che, praticamente, sono i nuovi contratti. Nei contratti che scadono ci sono i prestiti ricevuti e i prestiti concessi, con i prestiti ricevuti che ritornano alla loro sede e i prestiti concessi che ritornano invece qui da noi, a Cagliari. Fermandoci su questo punto, dobbiamo pensare a quella che è la linea generale della società, che ha dichiarato già un anno fa di voler puntare sui giovani. Tra i giovani che avevano fatto bene con la Coppa Italia ce ne sono alcuni che sono stati già liberati l'anno scorso e per i quali non sono stati confermati i contratti; alcuni invece sono andati in prestito. Ecco, qual è stato il risultato di questi prestiti? Purtroppo dobbiamo dire che il risultato non è stato positivo perché, se si fa eccezione per Mutandwa, che in Austria ha prodotto dei bei risultati e infatti rientra alla base, gli altri non sono riusciti a convincere. Tanto che, ad esempio, uno degli uomini di punta di due anni fa come Vinciguerra ha visto scadere il contratto e, per ora, non gli è stato rinnovato. Quindi il suo rapporto con il Cagliari si è interrotto. Ma quando capita una cosa di questo tipo dobbiamo chiederci: è il valore del calciatore che non era adeguato oppure si sbaglia qualcosa nell'indirizzare i prestiti in determinate società invece che in altre? Secondo me molte delle risposte possono essere ricondotte a questo. Per poter valutare appieno un giovane che si ritrova a fare un salto in avanti non indifferente è necessario, a mio giudizio, capire quale contesto e quale ambiente si ritrova a vivere. Ci sono ambienti che possono essere stimolanti e quindi produttivi, che ti possono far crescere, e ambienti che invece non lo fanno, che addirittura rischiano di opprimerti, di renderti la vita difficile. Quindi devi imparare a soffrire. Soffri, non giochi e quindi non riesci a esprimerti. Però l'anno in cui tu soffri e non giochi non vuol dire che devi essere bocciato, perché magari quella sofferenza, quel non giocare, è proprio il margine di crescita di quel ragazzo che ha imparato a conoscere il pane duro. Prima di bocciarlo perché non ha giocato, cosa che può essere l'effetto di un ambiente che gli è stato in qualche modo tossico invece che positivo, e che lui comunque ha retto assumendo un atteggiamento di disponibilità malgrado le cose non andassero bene, secondo me le valutazioni dovrebbero essere fatte diversamente. Valutazioni quindi di ritorno, per capire il reale valore del calciatore dopo un anno anche negativo, e valutazioni su quali società possano essere più adatte per far crescere i calciatori. Io sono orientato: meglio una Serie B straniera di un certo livello che una Serie C italiana".