Un mirto con... Enzo Bravi: "Il Cagliari salvandosi vince il suo campionato. Purtroppo per fare una squadra competitiva servono i soldi, e mi risulta che la società sarda non possa fare il passo più lungo della gamba..."
L’ex portiere del Cagliari Enzo Bravi, intervistato da Tuttocagliari.net, fa il punto sulla stagione vissuta dai rossoblù e, come tanti altri suoi colleghi addetti ai lavori, conferma che la priorità assoluta della società sarda in sede di calciomercato è quella di ingaggiare un centravanti affidabile, “magari giovane e affamato”. A maggior ragione dopo la mancata riconferma, per certi versi inattesa, del “Gallo” Andrea Belotti.
Enzo, che campionato ha disputato il Cagliari di Fabio Pisacane? I tifosi rossoblù possono ritenersi soddisfatti?
“L’importante è essersi salvati: questa è la dimensione del Cagliari. Noi se manteniamo la categoria vinciamo il nostro campionato. Magari potremmo farlo con qualche patema d’animo in meno, ma considerando che quest’anno il tecnico era esordiente e che c’erano tanti giovani da lanciare direi che va bene così. Il problema è uno solo: per fare una bella squadra e aspirare a traguardi più ambiziosi ci vogliono i soldi. Anche se devo dire che in generale oggi il calcio è peggiorato molto, in Italia e non solo: nessuno sa più difendere, come stiamo vedendo anche ai Mondiali. E poi qui da noi ci sono troppi stranieri, spesso peraltro di scarsa qualità.”
In questi giorni impazza il calciomercato estivo. Di cosa ha bisogno il Cagliari per fare un piccolo salto di qualità?
“Credo che sia necessario un uomo per reparto. Fermo restando che l’anno scorso il Cagliari ha avuto una gran sfortuna con Belotti, che si è fatto male già a settembre dopo un avvio di campionato più che promettente. Però siamo alle solite: servono i denari, e a me risulta che la società sarda ne abbia pochi. Non puoi fare le nozze coi fichi secchi. Riguardo la mancata riconferma del Gallo, devo dire che mi dispiace: lui è sempre stato un vero combattente, uno che gioca per la maglia. Anche se ultimamente non ha dimostrato certo straordinarie virtù realizzative. Magari al suo posto si potrebbe prendere un giovane attaccante voglioso di emergere: un profilo perfettamente adatto alle caratteristiche e alle possibilità economiche di un club come quello isolano. In questo senso servirà tanta competenza da parte del direttore sportivo per individuare un prospetto talentuoso ma sostenibile.”
