Zappa: "Il Cagliari viene prima di tutto. Il mio obiettivo è migliorare ancora"

Zappa: "Il Cagliari viene prima di tutto. Il mio obiettivo è migliorare ancora"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 20:00News
di Paola Pascalis
Gabriele Zappa ripercorre la sua crescita al Cagliari, ricorda Pavoletti, parla del suo ruolo nello spogliatoio e dei suoi obiettivi per la stagione.

Gabriele Zappa è intervenuto ai microfoni di Radiolina per fare un bilancio della sua carriera da quando è arrivato a Cagliari e parlare dei suoi obiettivi personali e di squadra: "Sono contento di iniziare la settima stagione e non vedo l'ora che inizi la parte più divertente. Adesso stiamo ancora mettendo minuti nelle gambe e facendo un po' di fatica. Quando sono arrivato a Cagliari mi ricordo che, appena avevo conosciuto Pavoletti, ero emozionato perché per me, in quel momento, era un sogno poter condividere lo spogliatoio con un campione come lui. Per quanto riguarda la maglietta, mi ha fatto un bel regalo. Quando me l'ha data mi ha detto: "Non aprirla qua, aprila quando sei a casa". Quando poi l'ho aperta mi sono emozionato. C'è anche un po' di emozione ad arrivare in ritiro e non trovarlo. Quello dispiace, perché ci manca. Ovviamente era un grande uomo spogliatoio, una grande persona oltre che un grande giocatore. Però ci ha lasciato tanto e ce la faremo anche senza di lui". 

Quanto è stato complicato l'ultimo periodo?

"Sicuramente non è facile. Tutti vorrebbero giocare tutte le partite, tutti i minuti, fare assist in ogni gara. Però bisogna stare al gioco. Il calcio è questo, può capitare. Bisogna cercare di non mollare mai, fare quello che vuole il mister, mettere in pratica al meglio le sue richieste e cercare di riprendersi più minutaggio possibile".

Oggi, in conferenza, hai detto che viene prima la squadra dell'io. 

"Sì, certo. Il Cagliari viene prima di tutto. Ho sempre messo davanti la squadra rispetto a me stesso. Finché la squadra va bene, sono contento anch'io, perché ovviamente ne beneficio anche io. Per il resto sono contento di aver raggiunto questi piccoli obiettivi, anche se non sono ancora niente. Mi rendono orgoglioso di tutto il lavoro e di tutti i sacrifici che ho fatto".

Se dovessi guardare indietro, che Zappa vedi quando sei arrivato e che Zappa vedi adesso?

"Sicuramente prima vedevo proprio un ragazzino che aveva il sogno di diventare un giocatore di Serie A. Ora invece mi vedo più come una certezza, tra virgolette. Poi, come dico sempre, si può sempre migliorare: anche a quarant'anni si può aggiungere qualcosa al proprio bagaglio. Mi vedo più maturo e più responsabile, oltre che in campo anche fuori, perché adesso, avendo una bimba, per forza di cose...".

Quanto sei stato vicino a lasciare la Serie A... anzi, a lasciare Cagliari?

"In realtà neanche più di tanto. È stata una cosa degli ultimi due o tre giorni di mercato, spuntata fuori proprio alla fine. Non ho avuto neanche modo di pensarci e di ragionarci, per fortuna oserei dire. Quindi non saprei dirti quanto sia stata vicina quella trattativa, perché è stata una cosa rapidissima".

Ti candidi a giocare con maggiore proiezione offensiva?

"A Pescara avevo giocato più avanti e poi, il primo anno con Di Francesco, avevo fatto qualche partita da esterno nel 4-4-2. È un ruolo che posso fare e mi piace poter ricoprire più ruoli, perché credo che per un calciatore sia fondamentale. Così si danno più possibilità all'allenatore".

Traduci anche questo nel fare un po' da guida della squadra? È una sensazione strana?

"Come dicevamo prima, per quanto riguarda le responsabilità, questa all'interno dello spogliatoio è una responsabilità grande. Magari dover richiamare qualcuno se arriva in ritardo, non fare sempre solo il simpaticone. Il bastone e la carota. Pisacane è stato bravo a insegnarci questo in questi anni. Deiola è già più bravo di me sotto questo aspetto. Io sono ancora un po' più scherzoso con gli altri compagni, però adesso mi tocca".

Il miglior Zappa l'abbiamo visto come esterno basso in una difesa a quattro o come braccetto di destra in una difesa a tre?

"Domanda difficile. Secondo me con Nicola, da braccetto, ho fatto una buona stagione. Alla fine ho giocato tutto l'anno in quella posizione e mi sono trovato bene. Se devo scegliere, però, dico il terzino nella difesa a quattro, dove posso spingere un po' di più. È un po' più la mia zona di comfort".

Chi è il più indisciplinato, quello più da tenere a bada da parte di uno dei capitani dello spogliatoio?

"Diciamo che Esposito è un bel peperino. Però quando si va in campo è un martello. È uno che, sotto l'aspetto fisico, non molla e vuole sempre vincere. Non vuole mai perdere e si arrabbia anche con se stesso. È un bel peperino, ma ci dà dentro anche in allenamento, quindi non gli posso dire niente".

 C'è un altro Zappa come carattere rispetto allo Zappa che arrivò a Cagliari la prima volta?

"Romano. Mi sembra che chi è appena arrivato sia giovane. Mi sembra un nuovo Zappa, più forte mi auguro. No, scherzi a parte, ha delle buone qualità e speriamo che le metta in pratica durante l'anno".

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