ESCLUSIVA TC - CLAUDIO ZULIANI: "Tra Juve e Cagliari sfida 'old style' tra due tecnici concreti e pragmatici. Davanti scommetto sulla coppia Chiesa-Vlahovic, ma attenti a Kean. Dei rossoblù temo la velocità di Luvumbo e l'esperienza di Pavoletti"

ESCLUSIVA TC - CLAUDIO ZULIANI: "Tra Juve e Cagliari sfida 'old style' tra due tecnici concreti e pragmatici. Davanti scommetto sulla coppia Chiesa-Vlahovic, ma attenti a Kean. Dei rossoblù temo la velocità di Luvumbo e l'esperienza di Pavoletti"TUTTOmercatoWEB.com
martedì 7 novembre 2023, 16:20Primo piano
di Matteo Bordiga

Intervistato da TuttoCagliari.net, il giornalista Claudio Zuliani, ex direttore di Juventus TV, passa ai raggi X il match tra Juventus e Cagliari in programma sabato prossimo allo Stadium. Un incontro ricco di storia, spunti e contenuti tecnico-tattici, da lui definito “una sfida tra due filosofie di vecchio stampo, ovvero tra due allenatori che prediligono la logica del risultato rispetto a quella del gioco spettacolare”.

Claudio, il Cagliari sembra risorto dalle proprie ceneri. La compagine di Ranieri, reduce da tre vittorie consecutive tra campionato e coppa, è molto migliorata anche sotto il profilo del gioco e della capacità di rendersi pericolosa in fase offensiva. Che avversario si aspetta per la Juventus sabato allo Stadium?

“Sarà un incontro per così dire ‘old style’, tra due allenatori che antepongono i fatti alle parole. Entrambi sono paladini della concretezza e del pragmatismo, preferendo la solidità della fase difensiva alla spettacolarità del cosiddetto calcio champagne. Sia Ranieri che Allegri vorranno portare a casa punti; il tecnico romano ancora una volta è riuscito a venir fuori da una situazione di grande difficoltà grazie alla sua sana praticità. Ora, a differenza di prima, ha a disposizione quasi tutta la rosa rossoblù, quindi può anche permettersi di fare scelte diverse. Per contro Allegri avrà il grattacapo dell’assenza forzata dello squalificato Rabiot. E a centrocampo non abbondano le soluzioni per sostituirlo. Ovviamente la rosa bianconera nel complesso è superiore a quella del Cagliari, ma prevedo una partita ricca di insidie. Spero che venga fuori un confronto esteticamente bello da vedere, ma francamente ci credo poco.”

Il Cagliari ultimamente, col rientro dei numerosi infortunati, sta tirando tanto in porta e creando spesso le premesse per andare in gol. La Juventus, in casa, gioca con un baricentro molto più alto rispetto a quello che fa in trasferta e tende a chiudere gli avversari nella propria metà campo. Dobbiamo aspettarci una Juve arrembante e un Cagliari, magari, in grado di ribattere colpo su colpo agendo di rimessa?

“Dobbiamo dire che la Juventus quest’anno vive un po’ sull’altalena, e lo dimostrano proprio le sue ultime due partite: trenta tiri in porta e un gol arrivato all’ultimo secondo in casa col Verona, e poi grande sofferenza e tantissimi minuti in apnea – con la squadra asserragliata nella sua trequarti – al Franchi contro la Fiorentina. In effetti Allegri, quando va in trasferta e affronta formazioni che tendono a portare pressing alto, si rintana in difesa; quando invece gioca allo Stadium contro avversari - sulla carta - meno attrezzati imposta una gara più aggressiva e propositiva. La mia previsione è che sabato i bianconeri attaccheranno il Cagliari, mentre Ranieri approccerà la gara in modo più guardingo rispetto alle ultime uscite per portare a casa, magari, un pareggio.”

La Juventus potrebbe schierare fin dal primo minuto la coppia d’attacco Chiesa-Vlahovic o, per mettere in difficoltà il Cagliari sulle palle alte, Allegri potrebbe puntare sul polacco Milik?

“Tutti si aspetterebbero, questa volta, il ritorno della coppia titolare con la quale i bianconeri hanno iniziato la stagione, ossia Chiesa-Vlahovic. Però c’è da dire che in questo momento l’attaccante più in forma e più ‘strategico’ della Juventus, sia dal punto di vista fisico che da quello tattico, è Moise Kean: non a caso è partito titolare anche a Firenze. Per cui un’altra opzione è la conferma di Kean dall’inizio anche col Cagliari, magari affiancato da Vlahovic.”

Un’assenza pesante per Allegri è quella di Rabiot, spesso decisivo con i suoi inserimenti in area soprattutto sui calci piazzati. Come potrebbe rimpiazzarlo il tecnico toscano?

“Non è che ci siano molte alternative. O McKennie farà l’interno di centrocampo e Cambiaso verrà conseguentemente dirottato sulla fascia destra – con Kostic a sinistra – oppure sarà lo stesso Cambiaso, come già accaduto nei minuti finali del match di Firenze, a ricoprire il ruolo di interno. Tendo a escludere che Allegri faccia esordire un altro giovane della Next Gen sabato contro il Cagliari.”

Claudio, c’è un giocatore del Cagliari che la Juve deve temere particolarmente dalla cintola in su?

“Viste le prime gare del Cagliari direi che Luvumbo, con la sua velocità e con la sua freschezza atletica, potrebbe rappresentare un serio pericolo per la retroguardia bianconera. Ma io da sempre temo l’usato sicuro: Pavoletti mi fa più paura rispetto all’angolano. Lui è uno di quei giocatori navigati che conoscono benissimo queste partite, e che dunque hanno l’esperienza e la cattiveria necessarie per incidere al momento giusto. Il bomber livornese poi è assai pericoloso nelle mischie in area di rigore: sa sempre come districarsi e farsi largo.”

Una curiosa annotazione statistica: l’ultima volta che il Cagliari trionfò a Torino con la Juventus lo fece “a panchine invertite” rispetto al match di sabato. Allegri allenava i sardi, Ranieri era il tecnico bianconero. Corsi e ricorsi, storie che si intrecciano. Ma il Ranieri juventino era un allenatore costantemente sulla graticola, e in più non sempre apprezzato dai tifosi…

“Mentre Allegri, alla guida del Cagliari, poneva i presupposti per la sua brillante carriera prima al Milan e poi alla Juve. A Torino sia lui che Claudio Ranieri sono stati massacrati da tifosi e critica per il gioco non scintillante e per l’eccesso di pragmatismo. Il mister romano in particolare veniva attaccato – a mio avviso ingiustamente – perché si diceva che con quella rosa avrebbe dovuto obbligatoriamente vincere il campionato… Mentre in realtà quello era un periodo di transizione e di ricostruzione per la Juventus, che accusava ancora gli strascichi della famosa estate del 2006, con annessa retrocessione in serie B, e stava affannosamente cercando di risalire la china per riproporsi da protagonista ai massimi livelli. Contro competitor, tra l’altro, che – all’epoca esattamente come oggi – erano almeno un gradino avanti rispetto alla Vecchia Signora.”